Ex comandante Polfer, niente risarcimento

11 Marzo 2023

La donna, denunciata dai colleghi e poi assolta, voleva un indennizzo in sede civile di 200mila euro

SULMONA. Era finita sotto inchiesta e poi sotto processo per truffa e peculato, denunciata dai colleghi della Polfer che lavoravano con lei. Assolta nel rito abbreviato, davanti al Gup, l’ex comandante del posto di polizia ferroviaria di Sulmona, Antonella Stringini, ha deciso di chiedere un risarcimento in sede civile di 200mila euro a chi l’aveva denunciata. Nei giorni scorsi il giudice civile del Tribunale di Sulmona, Marta Sarnelli, ha però rigettato la richiesta risarcitoria presentata dalla poliziotta. Con sentenza pronunciata lo scorso 7 marzo, il giudice non solo ha rigettato la richiesta dell’ex responsabile della Polfer ma l’ha condannata a pagare 15mila euro di spese legali. Gli altri agenti chiamati in giudizio dalla Stringini sono: Marco Di Padova, Concettina Imperatore, Gino Ivan Marganelli, Sandro Fasciani, Luigi Capaldi e Alessio Imperatore, assistiti in giudizio dagli avvocati Mariagrazia Rua, Alessandro Margiotta e Vincenzo Margiotta. I fatti risalgono al 2013 quando l’ex comandante finì al centro di un’inchiesta sollecitata dai suoi stessi colleghi di lavoro e portata avanti dall’allora dirigente Polfer di Ancona da cui dipendeva anche la sede di Sulmona. Nelle more del procedimento penale che si è chiuso con l’assoluzione «perché il fatto non sussiste», per motivi di opportunità e di incompatibilità ambientale, la donna era stata trasferita da Sulmona alla questura di Pescara. In conseguenza del trasferimento l’ex comandante della Polfer sarebbe stata costretta a chiedere l’aspettativa, dal 2016 al 2018, per poter accudire gli anziani genitori. Situazioni che le avrebbero precluso l’avanzamento di carriera, un danno esistenziale ma soprattutto patrimoniale, stimato in 200mila euro. Secondo il giudice non sarebbe emerso alcun elemento dal quale possa affermarsi che i colleghi di lavoro abbiano effettuato le segnalazioni sui comportamenti dell’ex responsabile della Polfer di Sulmona nella consapevolezza della sua innocenza. «La mancanza di prova del fatto illecito», scrive il giudice nella sentenza, «rende inutile ogni pronuncia in ordine all’accertamento sulla sussistenza dei danni». Da qui il rigetto della domanda dell’ex comandante. (c.l.)
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