Ex Effe System, al via la bonifica del sito

20 Ottobre 2021

AVEZZANO. Al via la bonifica del sito della ex Effe System, nel nucleo industriale di Avezzano, andata a fuoco nel 2011, ma dove già due anni prima erano stati scoperti cumuli di rifiuti di ogni...

AVEZZANO. Al via la bonifica del sito della ex Effe System, nel nucleo industriale di Avezzano, andata a fuoco nel 2011, ma dove già due anni prima erano stati scoperti cumuli di rifiuti di ogni genere che ora saranno rimossi. L’intervento appaltato dal Comune è partito ieri con la consegna dei lavori alla Cf Ambiente. La società pugliese che si è aggiudicata la gara a base d’asta da 253 mila euro, con un ribasso del 31 per cento, provvederà alla rimozione della prima tranche dei residui dell’incendio, compresi i rifiuti tossici, nocivi e un notevole quantitativo di scarti tessili assemblati, pneumatici in decomposizione e residui plastici triturati trovati nel sito industriale dismesso di via Galilei. Prevista anche la messa in sicurezza del resto del pattume e del materiale plastico ammassato, ancor prima dell’incendio, dentro e fuori dello stabile. L’impresa vincitrice della gara d’appalto, che ha visto in lizza 42 ditte, si è aggiudicata il lavoro per 175 mila euro. Ma secondo una prima stima, l’Ente dovrà impegnare oltre un milione di euro per neutralizzare la “bomba ecologica” alla periferia della città, dove sono stati rilevati rifiuti tossici e nocivi sia per la salute dei cittadini che per l’ambiente. Ora, comunque, dopo varie lungaggini burocratiche e false partenze, il piano di riqualificazione dell’area contaminata ha mosso i primi passi concreti. «In linea con la decisione del tribunale di Sulmona, vista l’inadempienza della società di gestione dell’impianto andato a fuoco», ha affermato l’assessore all’ambiente, Roberto Verdecchia, al termine del sopralluogo che ha dato il via all’intervento, «il Comune ha avviato il lavoro di rimozione di una parte dei rifiuti. Per completare l’opera a tutela della salute e dell’ambiente, comunque, occorrono altri fondi». L’operazione di bonifica, infatti, riguarda il primo lotto dell’area distrutta dalle fiamme.
Fallita nel 2005, l’azienda per il trattamento di rifiuti in plastica non aveva dato corso alla bonifica del sito. Così vista l’inadempienza della società proprietaria dell’impianto, il Comune era stato chiamato in causa dal tribunale di Sulmona che ne aveva ordinato la bonifica in danno. (f.d.m.)
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