Ex Gielle, il Comune chiede il fallimento

23 Luglio 2021

Provvedimento finalizzato al recupero di un milione di euro che la società doveva restituire all’ente

AVEZZANO. Scatta la richiesta di fallimento per l’ex Gielle, la società che deve restituire al Comune di Avezzano oltre un milione di euro. L’istanza, che concretizza la delibera adottata dalla giunta comunale nei confronti della società in liquidazione e quindi del socio accomandatario, nonché legale rappresentante, Guido Giffi, è stata depositata dall’avvocato Carmelo Occhiuto nella sezione fallimentare del tribunale di Avezzano. La somma esatta ammonta a 1.058.624,19 euro. La controversa vicenda va avanti da anni.
«La nuova amministrazione», fa sapere l’amministrazione cittadina, «a differenza di quella del 2018, che si limitò a notificare l’atto di precetto e ad avviare una verifica, con esito negativo, su conti bancari da pignorare, passa alle vie legali per provare a recuperare il milione di euro o a capire dov’è finito il “tesoretto” incassato dalla Gielle nel 2013. L’obiettivo è verificare se l’ex Gielle, società in liquidazione, e il liquidatore Giffi hanno beni da poter acquisire nelle casse del Comune, oltre a fare piena luce sull’utilizzo degli oltre 949mila euro. In buona sostanza», proseguono gli che hanno predisposto l’atto, « lo scopo è sapere se sono stati spesi legittimamente per pagare debiti, oppure se hanno seguito strade diverse». La controversia, legata al possesso di un immobile, ebbe origine nel 1986 quando la Gielle citò il Comune di Avezzano in giudizio, chiedendo un risarcimento riconosciuto dal tribunale e confermato dalla Corte d’appello dell’Aquila. Ma Giffi, nonostante la richiesta della giunta all’allora tesoreria Carispaq di stoppare il pagamento, incassò lo stesso i soldi. Qualche anno dopo, però, la Corte di cassazione si pronunciò a favore del Comune e su successiva istanza, il tribunale civile di Avezzano stabilì la restituzione della somma all’Ente. La somma, però, fino ad ora non è stata riconsegnata: l’ex Gielle il suo legale rappresentante hanno fatto “orecchie da mercante” rispetto alla richiesta dell’amministrazione di rendere il milione. Il Comune, quindi, ha deciso di adire di nuovo le vie legali. (f.d.m.)
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