Ex Onpi, la legionella è ancora lì Resta vietato l’uso di acqua calda

La carica batterica è molto bassa, ma le controanalisi effettuate ne confermano la presenza L’Arta ha comunicato l’esito degli esami al Comune e alla Asl, consigliando ulteriori sanificazioni
L’AQUILA. La carica batterica è molto bassa, ma la legionella è ancora presente nelle tubature dell’acqua dell’ex Onpi. Sono arrivati i risultati delle controanalisi effettuate dai tecnici dell’Arta, l’Agenzia regionale per la tutela ambientale: dai prelievi eseguiti lo scorso 22 febbraio, in più di tre punti di campionamento permane la presenza del batterio.
«Si tratta di una carica molto bassa», spiega il direttore generale dell’Arta Maurizio Dionisio, «ma essendo stata riscontrata in una struttura sanitaria, che ospita soggetti anziani e fragili, resta il divieto di utilizzo dell’acqua calda. Abbiamo comunicato l’esito delle analisi a Comune e Asl e consigliato di procedere con ulteriori interventi di sanificazione: la prima tecnica utilizzata, quella detta di clorazione, ha avuto effetto, ma non è stata sufficiente. Noi restiamo a disposizione per svolgere nuovi controlli, ricordando che l’Arta», sottolinea Dionisio, «è un laboratorio accreditato per rilevare la presenza di legionella e la metodologia di nostra adozione viene consigliata dall’Istituto superiore di sanità».
Oltre alla clorazione, la bonifica delle tubature può essere condotta anche con il cosiddetto choc termico, che consiste nell’innalzare la temperatura dell’acqua fino a 70 gradi.
Per l’edificio dell’ex Onpi quello scattato a febbraio è il secondo allarme legionella nel giro di un anno e mezzo e questa circostanza ha destato preoccupazione tra i familiari degli assistititi, che sono circa un centinaio, e il personale. Come confermato nei giorni scorsi dal direttore del Servizio di igiene e sanità pubblica della Asl Enrico Giansante, non sono però emersi casi di contagio tra i residenti della struttura che ospita il Centro servizi anziani del Comune, la Rsa di Montereale, il distretto della Asl e l’hospice per la terapia del dolore. Ai familiari dei degenti della Rsa di Montereale – trasferita in città in seguito al terremoto del 2017 – dopo il primo riscontro a metà febbraio della presenza del batterio nei rubinetti di due lavandini in due piani diversi dell’edificio e l’interdizione all’uso dell’acqua calda sanitaria prescritta dall’Arta, è stata data la possibilità di far uscire temporaneamente gli anziani dalla struttura, per permettere loro di provvedere all’igiene personale, anche se i dipendenti hanno sempre continuato a garantire il servizio. All’ex Onpi, come ricordato dai dirigenti della struttura, i controlli previsti per legge ogni sei mesi vengono effettuati con cadenza trimestrale e questo ha permesso di rilevare il batterio, senza che fossero avvenuti contagi.
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