Ex Otefal, vertenza al palo Per ora niente riassunzioni

Fegatelli (Fiom): «Vorremmo iniziare a discutere un nuovo piano industriale» Dubbi su quanti tra i 170 dipendenti in mobilità potranno tornare a lavorare
L’AQUILA. L’asta si è svolta il 26 novembre. Un consorzio di aziende abruzzesi si è aggiudicato, alla cifra di 1 milione e 400mila euro, il lotto dell’immobile riservato alla cosiddetta stiratura dell’alluminio. Ma è passato oltre un mese e sulla vertenza dell’ex Otefal di Bazzano tutto tace. Non solo. Il 22 dicembre anche la cordata spagnola che aveva manifestato interesse per il sito avrebbe avanzato un’offerta. Nessuno, però, ne parla con i sindacati, che da tempo hanno espresso timori per il futuro dei 170 lavoratori che sono in mobilità. «Vogliamo iniziare a discutere di piano industriale e riassunzioni», dice il segretario regionale della Fiom-Cgil Alfredo Fegatelli, «visto che un lotto dello stabilimento è stato acquistato il 26 novembre, durante la quarta asta per la vendita dello stabile. Si tratta della linea tensospianatrice del materiale grezzo,dove dovrebbero essere riassorbiti circa una ventina di addetti. Un numero esiguo, rispetto a tutto il personale in mobilità, ma che potrebbe tornare subito al lavoro. Chiediamo dunque di essere convocati dalla nuova proprietà, in modo da intavolare le trattative per riassumere i primi operai. Abbiamo scritto al prefetto», sottolinea Fegatelli, «e attendiamo risposte: se tutte le procedure si sono svolte correttamente, l’azienda dovrebbe aver versato la polizza fideiussoria a garanzia entro 15 giorni, oppure aver saldato il conto con il curatore fallimentare entro 30 giorni, che sono abbondantemente trascorsi”. Alla quarta asta – le prime tre erano andate deserte – ha partecipato un solo gruppo appena costituito, tra la Feral Recycling di Chieti e la Vs Alluminium di Paganica, che si è aggiudicato il lotto della Stirall. Assenti gli spagnoli della Lux Perfil, che avevano presentato un’offerta di acquisto per l’intero stabilimento, illustrata anche al sindaco.
«Da voci ufficiose», spiega Fegatelli, «sappiamo che gli spagnoli lo scorso 22 dicembre si sono rifatti vivi, con una nuova offerta. A questo punto, per rispetto dei 170 lavoratori che attendono notizie sul loro futuro, va aperto un tavolo», conclude il segretario della Fiom, «e si deve chiarire come stanno le cose e a che punto sono le procedure». I sindacati avevano paventato, durante l’ultima riunione in prefettura prima della quarta asta, uno spezzettamento del sito industriale, i cui macchinari sono ancora oggetto di leasing. In effetti, lo scenario che si va delineando fa temere per la salvaguardia dei 170 addetti, finiti in mobilità lo scorso giugno.
Romana Scopano
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