Ex Reiss Romoli Nuovi ostacoli per la cessione

9 Giugno 2014

Adriani (portavoce della proprietà): «Mai proposte serie» Il complesso si estende su oltre 50mila metri quadrati

L’AQUILA. È in vendita ormai da cinque anni e nonostante il prezzo sia, secondo i proprietari, "stracciato" (950 euro al metro quadro per un totale di 25 milioni) nessuno ad oggi è disposto ad acquistare la ex Reiss Romoli.

Quella che è stata per anni la scuola di alta formazione della Telecom e dall'immediato post-terremoto fino allo scorso marzo la sede dell'Università, sembra destinata all'incuria e all'abbandono.

Gli oltre 22mila metri quadrati di costruito, corredati da 30.000 metri di verde attrezzato, 100.000 di corte e 8.000 tra strade coperte e parcheggi, infatti, già risentono dell'inutilizzo.

«Di manifestazioni di interesse ce ne sono state parecchie» spiega Sergio Adriani, consulente immobiliare dei proprietari.

«La struttura è considerata a livello internazionale il brand più famoso d'Europa per quanto riguarda l'alta residenzialità. Eppure ad oggi nessuno ha fatto offerte davvero concrete».

Non sono bastate a trovare una soluzione definitiva neanche le tavole rotonde dei mesi scorsi con la rettrice, Paola Inverardi, il sindaco, Massimo Cialente, il presidente della fondazione Carispaq, Marco Fanfani, i vertici della Telecom e i proprietari. «Eppure questa struttura è definita uno dei gioielli più preziosi dell'Italia, sia per quanto riguarda l'alta formazione che per la residenzialità, con il suo grandissimo centro sportivo» continua Adriani. «Subito dopo il terremoto l'abbiamo messa a disposizione dell'Università, con un affitto pari alla metà del prezzo di mercato: quattro/ cinque euro al metro quadrato (circa 1,2 milioni di euro l'anno). Questo succedeva proprio mentre i capannoni della ex Optimes venivano affittati dallo stesso Ateneo al doppio del prezzo, pur non avendo le stesse potenzialità. Non solo, per quest'ultima struttura sono stati spesi anche 5 milioni relativi agli adeguamenti, che invece i proprietari della Reiss Romoli hanno finanziato a proprie spese. Adesso invece tutti ci hanno voltato le spalle».

Da quando l'Università ha lasciato la struttura, revocando l'affitto, infatti la Reiss Romoli è vuota e rischia di restarlo per molto tempo ancora, mentre l'erba delle corti cresce e l'incuria mette a rischio gli edifici.

«Le idee che si sono presentate nel tempo sono state davvero tante: da una sede della Telecom, a un polo unico per il Comune, ad una naturale collocazione dell'Università, a un centro culturale» spiega il consulente immobiliare.

«Alla fine, invece, l'Ateneo sembra aver trovato altre soluzioni, come anche il Comune, che ha preferito realizzare la propria sede unica nell'ex autoparco spendendo ben più di quanto previsto per la Reiss Romoli: un appalto di circa 30milioni, a fronte di 25, per molti metri quadrati di meno». Insomma, se la situazione non si risolverà presto i proprietari della struttura dovranno pensare a una vendita parcellizzata del complesso.

«In tanti ci chiedono di garantire che la Reiss Romoli resti agli aquilani» dice Adriani, «ma se le cose resteranno così probabilmente questo sarà difficile». Una soluzione al problema potrebbe essere rappresentata dall'Inail, che dovrà investire in città 200 milioni di euro in operazioni di carattere immobiliare. «Ma per il momento anche questo istituto», conclude l'immobiliarista «non ha mosso passi concreti».

Michela Corridore

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