Ex segretaria comunale assolta in Appello

6 Febbraio 2019

La Corte dei conti di Roma ha annullato la sentenza di primo grado per Assunta D’Agostino

AVEZZANO. La Corte dei conti di Roma ha accolto l’appello presentato dalla dottoressa Assunta D’Agostino, all’epoca dei fatti segretaria comunale di Capistrello, dove è rimasta in servizio dal 1998 al 2007.
La Sezione centrale d’appello ha riformato la sentenza di primo grado, emessa dalla sezione giurisdizionale per l’Abruzzo, dell’Aquila, sentenza numero 50 del 2016, con la quale la ex segretaria comunale di Capistrello era stata ritenuta responsabile, nella misura ridotta del 10%, del pagamento della somma complessiva di 1.417.756,52 euro (somma pagata dal Comune di Capistrello con provvedimento dell’organo straordinario di liquidazione, in data 21 giugno 2013, a favore di Duglas D’Ascanio. Il quale aveva denunciato l’amministrazione comunale per un incidente che quest’ultimo aveva subìto con la sua moto, in data 23 settembre 1995.
La Corte dei conti di Roma con sentenza n. 775/2018 del 13 novembre 2018, depositata il 31 dicembre 2018, ha accolto il ricorso della dottoressa Assunta D’Agostino, annullando così la sentenza della sezione giurisdizionale per l’Abruzzo dell’Aquila.
Oltre a ritenere l’ex segretaria comunale completamente estranea ai fatti, la sezione centrale d’appello della Corte dei conti di Roma ha condannato il Comune di Capistrello al pagamento di 3.000 euro per le spese legali.
L’ex segretaria D’Agostino, a tutela della privacy, ha presentato istanza per l’oscuramento dei dati di tutte le persone nominate nella medesima sentenza di secondo grado del tribunale amministrativo della capitale.
I ricorsi dell’ex segretaria comunale di Capistrello sono stati curati e dibattuti, sia nelle udienze di primo grado, che nel grado di appello, dagli avvocati Renato e Herbert Simone.
«La cosa a cui tenevo maggiormente era riabilitare il mio nome e il danno all’immagine della mia professione che è stato arrecato da tutta questa vicenda, nella quale sono completamente estranea, come ha dimostrato la sentenza d’Appello», dichiara la dottoressa D’Agostino, che era stata ritenuta l’unica responsabile del pagamento del risarcimento da parte del Comune, mentre le notifiche erano state inviate a tutti i livelli dell’amministrazione municipale.