Ex Sercom, il Comune finisce sotto accusa

Un cittadino di Sassa: si va avanti con il progetto del biscottificio ignorando la volontà popolare
L’AQUILA. Ancora un no da Pagliare di Sassa in relazione alla possibilità che la megastruttura della ex Sercom possa diventare la sede di un biscottificio. Oggi interviene un cittadino di Sassa Claudio Robimarga, il quale scrive: «Il nostro territorio, la sua salvaguardia e il suo sviluppo ci riguarda. Grida il nostro nome, interpella la nostra coscienza. Occuparsene con cuore e competenza – tenendo ben presente le qualità preziose che esso rappresenta – è un nostro dovere. Non c’entrano partiti, ideologie o schieramenti lobbistici. Il nostro comprensorio ha molte potenzialità non deperibili che dobbiamo stimolare e non sono legate a condizioni temporanee. Hanno le caratteristiche della stabilità su cui puntare per valorizzarle e renderle produttive. Di idee talentuose e concrete ce ne sono. Bisogna ascoltarle, crederci e avere anche il coraggio di scommetterci. È questo il compito della buona politica che, lavorando sul presente, ha lo sguardo lungimirante per arrivare a uno sviluppo di qualità. Uno sviluppo adeguato alla preziosità delle nostre verdi contrade. Il nostro problema è lo spazio enorme “ex Sercom” a Pagliare di Sassa. L’amministrazione è sorda alle nostre proposte, non risponde. Alle sue decisioni di palazzo la popolazione deve obbedire senza alcun confronto e soccombere tacitamente. L’ex Sercom è stato portato avanti, come progetto, con le “visioni” del Palazzo Sovrano e contro il parere della comunità e delle sue espressioni popolari e democratiche. Cioè: contro il pensiero del consiglio di partecipazione territoriale e delle associazioni. Così continua il colonialismo amministrativo verso le frazioni. E poi, clamoroso, la commissione Territorio del Comune, presieduta dal consigliere Giorgio Spacca, è andata contro la volontà della gente e del Cpt dicendo sì al biscottificio. Ci sono progetti belli, realizzabili, di sviluppo economico-sociale che guardano al presente e al futuro (il biscottificio non lo è). Ma allora – si può obiettare – dove dovrebbe impiantarsi questo “biscottificio”? Ma dove ci sono capannoni liberi nel Nucleo industriale di Bazzano, Pile, Sassa Scalo. I capannoni invece resteranno liberi mentre si è addirittura cambiata la destinazione d’uso (da commerciale a industriale) dello spazio ex Sercom, per portare avanti le idee prive di visione del Palazzo Sovrano che ha un’idea ben marcata di colonialismo amministrativo».
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