Fabrizia, le lacrime un mese dopo

Messa in ricordo della giovane uccisa a Berlino. I genitori: il suo sorriso è eterno
SULMONA. «Volevano spegnere il tuo sorriso, ma lo hanno reso eterno». La commozione è tanta quando il vescovo della diocesi di Sulmona-Valva, Angelo Spina, legge il messaggio che i genitori di Fabrizia Di Lorenzo, Gaetano e Giovanna Frattaroli, le hanno scritto in occasione della messa a lei dedicata. È passato un mese dalla scomparsa della 31enne sulmonese, ma nessuno riesce a dimenticare il suo sorriso, tanto che la chiesa di San Giovanni da Capestrano ieri era piena, nonostante la neve e la paura per le scosse. «Fabrizia non è morta invano», ha detto il vescovo nella sua omelia, «il suo messaggio di pace varca i confini e ora una stella brilla nell’eternità. La guerra non spegnerà mai il suo sorriso». Ora la speranza è che i sogni di Fabrizia, appassionata di viaggi e lingue straniere sin dal liceo, vivano attraverso le esperienze degli altri ragazzi grazie alle borse di studio e lavoro annunciate dal governo. È stato il premier Paolo Gentiloni a fare una visita alla famiglia nei giorni successivi alla tragedia. Dalla cucina della villetta di via Arabona aveva annunciato l’avvio di 10 tirocini in collaborazione con l’Università dell’Aquila e col Polo sulmonese. Con la stessa compostezza e riserbo di sempre, la famiglia ha ricordato anche ieri Fabrizia. Appassionata di viaggi e volontariato, una cittadina del mondo a cui Sulmona stava stretta dai tempi del liceo. La ragazza del peace and love, vittima della ferocia umana, contro cui lei si batteva sin dai banchi di scuola, professando uguaglianza, integrazione e tolleranza. (f.p.)
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