Faccia: «Aiuti del Pnrr alle attività ricettive»

Proposta del tavolo tecnico comunale per le imprese alle strette con i rincari delle spese per l’energia
L’AQUILA. Il caro energia mette a rischio anche il turismo montano. Tra gli operatori del settore sale la preoccupazione e si muove la politica locale, che auspica interventi ad hoc dal nuovo governo. In vista ci sono rincari pesanti per la gestione delle strutture ricettive e delle stazioni sciistiche, per le quali si prospetta un cospicuo aumento delle tariffe stagionali.
Intanto, è già al lavoro un tavolo tecnico per individuare soluzioni a medio termine, come annuncia il consigliere comunale con delega alla Montagna Luigi Faccia: «Il problema dei costi energetici riguarda le stazioni invernali ma anche tutta l’impiantistica sportiva. Abbiamo attivato un tavolo di lavoro che sta verificando la possibilità, anche per Campo Imperatore, di costituire una cosiddetta “comunità energetica”, che possa essere di supporto ai consumi dell’intero comprensorio. L’obiettivo è accedere ai fondi del Pnrr e del fondo complementare, in modo da tamponare velocemente la situazione».
Per il capogruppo di L’Aquila al centro Daniele D’Angelo, «il rincaro energetico rischia di gravare in proporzioni devastanti sul settore ricettivo, già provato dalla pandemia e, nei nostri territori, da due eventi sismici. In particolare le strutture di montagna, per fronteggiare le temperature più rigide rispetto ai contesti urbani e garantire un adeguato riscaldamento dei locali, si trovano ad affrontare costi proibitivi. Si tratta di una situazione difficile per tutti, ma che per alcuni settori rischia di diventare insostenibile».
D’Angelo osserva che «spesso per queste attività l’alternativa è fra un aumento dei prezzi, che però si abbatterebbe su una clientela a sua volta colpita dal caro bollette e porterebbe alla diminuzione del numero degli avventori, o il mantenimento di prezzi invariati che non permette di avere ricavi sufficienti a coprire le spese. Le prime chiusure di locali, che vengono definite una specie di “lockdown energetico”, testimoniano la gravità della situazione specifica in un quadro complesso per tutti. Auspichiamo che il nuovo governo, che nelle intenzioni ha mostrato di avere a cuore il problema dell’energia», conclude D'Angelo, «mostri sensibilità verso un settore che già esce da anni molto difficili».

