Faglia del Morrone, ecco la trincea per scoprire l’origine dei terremoti

16 Luglio 2022

SULMONA. Una trincea scavata ai piedi del Morrone per analizzare i movimenti della faglia e studiarne la storia attraverso i terremoti che si sono succeduti nel tempo e stabilirne così la...

SULMONA. Una trincea scavata ai piedi del Morrone per analizzare i movimenti della faglia e studiarne la storia attraverso i terremoti che si sono succeduti nel tempo e stabilirne così la pericolosità. Ma soprattutto riuscire a definire la fascia di rispetto della faglia che sarà riportata sugli strumenti urbanistici. Questa settimana è stato realizzato, in località Marane Palazzo, a poche decine di metri dalle abitazioni dell’importante frazione pedemontana, lo scavo per la trincea paleosismica nell’ambito dello studio di microzonazione sismica di livello 3, il cui responsabile scientifico è il professore Alberto Pizzi, del dipartimento di Ingegneria e geologia dell’Università di Chieti-Pescara. Lo scopo di tali studi, è quello di investigare la storia geologica recente dei movimenti della faglia per cercare di capire vari elementi fondamentali come, ad esempio, ogni quanto tempo si è attivata nei millenni passati, generando terremoti di elevata magnitudo; quanto tempo è trascorso dall’ultimo evento di attivazione; la possibilità di associare un forte terremoto storico noto dai cataloghi italiani di sismicità con l’attivazione della faglia oggetto degli studi. E, infine, quale sia la massima magnitudo attesa di un terremoto generato dalla faglia studiata.
«Questa trincea ha lo scopo di “cercare”, sulle pareti dello scavo», spiega l’assessore Catia Di Nisio, che nella vita di tutti i giorni svolge la professione di geologo, «informazioni sui movimenti della faglia del Morrone nel passato. L’obiettivo è quello di individuare e datare i terremoti provocati dal movimento di questa faglia che hanno prodotto rotture dall’ipocentro fino alla superficie». Sulla base delle conclusioni di tale studio si avrà una conoscenza maggiore della storia della faglia del Morrone e della sua pericolosità; le informazioni ricavate da questo studio consentiranno, inoltre, una più precisa definizione della fascia di rispetto della faglia che verrà riportata sugli strumenti urbanistici. «Tali informazioni, ovviamente, al momento sono “incerte” e non sono utilizzabili per prevedere futuri terremoti», spiegano gli studiosi, «ma sono comunque fondamentali per avere un quadro più completo possibile sulla pericolosità sismica dell’Appennino centrale». Lo studio è in fase di ultimazione e la consegna è prevista entro fine anno. (c.l.)
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