Falcionelli a difesa dei sette alberi
Alberi da salvare in piazza del mercato. Sulla sorte delle sette piante, 5 a rischio, la città non abbassa la guardia, mentre si susseguono gli interventi. «Amministratori e progettisti», sostiene l’a...
Alberi da salvare in piazza del mercato. Sulla sorte delle sette piante, 5 a rischio, la città non abbassa la guardia, mentre si susseguono gli interventi. «Amministratori e progettisti», sostiene l’architetto Paola Falcionelli, una delle promotrici della nascita del gruppo Fai di Avezzano, «dovrebbero sentirsi moralmente impegnati a tutelare le alberature della città, che hanno impiegato anni per raggiungere quelle altezze e quelle chiome, contribuendo a rendere l’ambiente urbano più vivibile e avere maggior rispetto per chi, in passato, ha avuto la sensibilità di intuire il rapporto tra società, infrastrutture e paesaggio. Prevedere il taglio degli alberi, se non per rimedi estremi, è sempre un’operazione sciagurata, ma nel caso della riqualificazione di piazza del Mercato, che sembra preveda un abbassamento rispetto al piano di campagna, lo trovo anacronistico, basato su una logica utilitaristica che denota pochezza scientifica e culturale. Mi domando se questo abbassamento fosse indispensabile per rendere “bella la città”». Per rafforzare il pensiero pro-piante Falcionelli sottolinea il quadro clinico. «Dalle ultime perizie», aggiunge, «sembra godano di buona salute. Gli alberi in città non sono un complemento d’arredo urbano, ma un bene collettivo e un elemento di vita. Probabilmente la piantumazione lungo i viali o intorno alle piazze, anche a seguito della ricostruzione post-sisma, è avvenuta senza disegni progettuali precisi, volendo solamente creare effetti ottici ad arte al fine di qualificare la città e migliorarne la vivibilità urbana. Ci si è ispirati sicuramente alle città del Nord Europa: Londra, dove alla fine del ‘700 in piena rivoluzione industriale si piantavano platani a Berkeley Square; oppure Parigi, dove alla fine dell’800 nascevano i boulevard. Ma anche nelle più importanti città italiane nel XIX secolo le alberature dei viali divennero una componente preminente per l’abbellimento dei luoghi urbani». (m.s.)

