Falde Gran Sasso inquinate, inchiesta-bis

9 Febbraio 2019

La Procura aquilana, ricevute le carte da Teramo, ha disposto una superperizia e sopralluoghi

L’AQUILA. Va avanti, con una perizia, l’inchiesta (contro ignoti) della Procura aquilana su un presunto inquinamento dell’acqua del Gran Sasso collegata con l’attività dei Laboratori di fisica nucleare sotto il Gran Sasso d’Italia. L’indagine era stata ufficialmente avviata già da qualche tempo, dopo che la Procura di Teramo, prima di chiudere il proprio fascicolo, aveva trasmesso alcuni atti alla Procura aquilana per competenza territoriale: in sostanza, in seguito a questo stralcio, si tratta di verificare se gli stessi fatti avvenuti nel versante teramano si sono ripetuti anche in quello aquilano. La notizia di un altro fascicolo, quello ora tenuto dal pm Fabio Picuti, compariva anche nel decreto di sequestro di alcune opere di captazione (a firma del gip di Teramo laddove si leggeva: «essendo in corso nell’ambito di altro fascicolo processuale mirati accertamenti tecnici e approfondimenti investigativi».
Ieri mattina, dunque, si è svolto un summit negli uffici della Procura della Repubblica dell’Aquila con rappresentanti dei carabinieri forestali del Nipaf, coloro che si occupano per delega dell’inchiesta aquilana e i militari del Noe nelle vesti di esperti, visto che si sono occupati dell’indagine nel versante teramano nella quale sono indagate dieci persone.
Presenti anche tre periti. Si tratta di superesperti di sistemi idrici e ambientali, i quali dovranno rispondere, a tutto campo, ai vari quesiti tutti comunque finalizzati a capire se ci sia stato inquinamento delle falde per contaminazione.
Naturalmente è previsto una sorta di calendario degli accertamenti peritali che non potranno prescindere da una serie di sopralluoghi sulla falsariga di quanto avvenuto nel Teramano.
Tutto nasce, come detto, dall’inchiesta della Procura teramana sul sistema acqua del Gran Sasso, aperta in seguito a drammatici giorni dell’emergenza potabilità del maggio 2017, che aveva delineato un contesto di leggi ignorate con un costante pericolo di inquinamento. Ipotesi tutte da provare visto che, al momento, il caso ancora non è approdato davanti a un giudice.
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