Fallimento della M&P, 8 sotto inchiesta

Chiuse le indagini per il crac della società che gestiva il parcheggio al terminal di Collemaggio. Tutte le accuse della Procura
L’AQUILA. Chiuse le indagini preliminari nei confronti di 8 persone nell’ambito del fallimento della M&P. Fino ad aprile 2019, la società – che fa capo ai fratelli Mauro e Lorenzo Santilli – gestiva il megaparcheggio del terminal di Collemaggio e i parcheggi a raso della città. La notifica è stata firmata dal pubblico ministero Marco Maria Cellini. Iscritti nel registro degli indagati Mauro Santilli, 62 anni dell’Aquila ed ex presidente del cda; Lorenzo Santilli, 67 anni dell’Aquila e presidente della Camera di commercio fino a novembre 2020, nonché amministratore della società “Felici costruzioni”; Antonio Vittorini, 65 anni dell’Aquila; Danilo Di Costanzo, 61 anni di Pescara; Pierluigi Marramiero, 45 anni di Francavilla al Mare (Chieti); Alfiero Marcotullio, 65 anni di Roccamontepiano (Chieti); Raffaele Natuzzi, 41 anni dell’Aquila; e Antonio Pimpini, 60 anni di Chieti. Secondo l’accusa, i fratelli Santilli, Vittorini e Di Costanzo avrebbero dissipato il credito «di 190mila euro della società fallita nei confronti dei soci Geser srl, società consorziata, riferibile a Mauro Santilli; Felici srl, società consorziata, riferibile a Lorenzo Santilli; e Blu parking soc. coop. arl, società consorziata, riferibile a Marcotullio» adottando una delibera di riduzione capitale sociale «mediante liberazione delle quote sottoscritte dai soci in occasione dell’aumento di capitale adottato in data 22 settembre 2009 e mai versato, nonostante la società fosse in crisi dal 2009, insolvente almeno dal 2012». M&P è stata dichiarata fallita dal tribunale dell’Aquila e sono 38 i creditori che rivendicano il pagamento di spettanze non percepite: tra questi anche i comuni di L’Aquila e Teramo e la Camera di commercio dell’Aquila (oggi Gran Sasso); ma anche lavoratori, professionisti e l’Agenzia delle entrate. Il totale dei debiti accumulati dall’azienda supera i 7 milioni di euro per i mancati diritti camerali versati dal 2017 al 2020, periodo in cui Mauro Santilli era presidente dell’ente. Nella sentenza di fallimento dell’inizio del 2022, il giudice aveva evidenziato anche il mancato deposito dei bilanci successivi a quello dell’esercizio 2018.
Era stato proprio il comune dell’Aquila a chiedere il fallimento per i debiti pregressi ad agosto del 2021, a seguito di ingiunzioni di pagamento che ci sono state negli ultimi anni, cui ha fatto seguito anche il provvedimento di revoca della concessione. Il castello difensivo è composto dagli avvocati Roberto De Cesaris, Massimo Santarelli e Antonella Taraborrelli. (l.p.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

