Fallisce l’attentato al dirigente Cogesa

Qualcuno entra nella villa e prova a incendiare l’auto di Margani: «Stavo mettendo a letto i bimbi, episodio scioccante»
INTRODACQUA. Ha tutti i connotati dell’intimidazione l’attentato incendiario fallito ai danni di Stefano Margani, coordinatore generale di Cogesa spa, l’azienda consortile dei rifiuti di Sulmona che ha 64 Comuni soci e opera nelle province dell’Aquila e di Pescara con circa 200 dipendenti. Il manager era nella sua villa alla periferia di Introdacqua insieme a moglie e figli. È stata la donna a notare il bagliore delle fiamme e a lanciare l’allarme. Qualcuno potrebbe essere entrato nel cortile e dopo aver tracciato una scia con del liquido infiammabile (forse benzina) ha cercato di bruciare la vettura parcheggiata, una Ford Focus. L’abitazione si trova in una zona isolata.
Gli investigatori ritengono che l’episodio sia legato con quanto accaduto il 24 novembre dell’anno scorso, con l’altro attentato incendiario ai danni del Cogesa. Tanto che quest’ultimo raid finirà nel fascicolo della Procura, aperto contro ignoti lo scorso novembre, con l’ipotesi di reato di danneggiamento a seguito di incendio. Da tempo ci sono tensioni – non solo politiche – per il rinnovo dei contratti degli operai precari. Inoltre, a dicembre il Cogesa disse no al trattamento dei rifiuti da Roma, operazione dal forte impatto economico. Sarebbero le due piste attorno alle quali si concentra l’indagine.
Il fatto a Introdacqua è accaduto intorno alle 23, stando alla testimonianza che Margani ha fornito ai carabinieri di Sulmona. «Mia moglie mi ha subito chiamato dicendomi di aver visto le fiamme dalla finestra», racconta il coordinatore generale di Cogesa, «sono corso all’esterno e con dei secchi d’acqua ho provato a spegnere le fiamme che si stavano propagando sull’auto. Nel frattempo, lei ha avvertito vigili del fuoco e carabinieri». Il rogo è stato spento nel giro di pochissimo tempo e le fiamme non hanno attecchito facilmente a causa di pioggia e umidità. Tanto che la vettura ha riportato solamente dei danni a uno pneumatico. «Non ho mai ricevuto minacce o avvisaglie di alcun genere», aggiunge Margani, «per questo resto scioccato di fronte a un episodio che è stato messo in atto non in piena notte, ma mentre stavamo facendo addormentare i bambini e con le luci di casa accese e dunque ben visibili dall’esterno. Non nego che ci sia preoccupazione da parte mia e della mia famiglia».
I carabinieri hanno trovato le tracce lasciate dalla scia di fuoco e non tralasciano alcun elemento utile alle indagini. Verranno visionate anche le telecamere dei distributori di carburante nelle vicinanze dove l’attentatore potrebbe aver fatto rifornimento. L’amministratore unico di Cogesa spa, Vincenzo Margiotta, ha voluto esprimere solidarietà e vicinanza al coordinatore generale e alla sua famiglia. «Siamo molto vicini a Stefano e ai suoi cari», interviene, «una cosa del genere ci lascia basiti, ma non inermi, per questo la condanna all’episodio deve essere forte e chiara. Mi sento di esprimere vicinanza a nome di tutta la famiglia Cogesa e per conto di tutti i dipendenti, nessuno escluso». Solidarietà a Margani è arrivata dal vicesindaco di Sulmona, Nicola Angelucci: «È un episodio che impone una riflessione nei confronti di una comunità esposta in questi ultimi tempi a episodi di odio e violenza».
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