Falsa laurea per fare carriera nella Asl

15 Giugno 2018

La funzionaria si presenta ai concorsi da dirigente con un’autocertificazione. Avviata indagine interna, rischia il posto

SULMONA. Si inventa una laurea per migliorare la sua posizione lavorativa ma viene scoperta ed è costretta a rinunciare al concorso. Una furbata che potrebbe costare carissimo a una funzionaria della Asl originaria di Castel di Sangro. La donna rischia il posto. La normativa infatti prevede anche il licenziamento per i dipendenti che producono falsa documentazione nei concorsi pubblici.
La vicenda fa riferimento ai due concorsi interni che la Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila ha indetto il 4 ottobre 2016, per un posto da dirigente amministrativo: il primo nel Settore amministrazione, controllo e monitoraggio strutture private accreditate e il secondo nel settore Bilancio e risorse finanziarie. Secondo il bando della Asl, potevano partecipare al concorso tutti i dipendenti amministrativi in possesso di una laurea quinquennale o equipollente.
La funzionaria aveva pensato bene di partecipare al concorso autocertificando il possesso dei requisiti previsti dal bando, quindi anche la laurea quinquennale che però non avrebbe mai conseguito. Particolare che la commissione esaminatrice non poteva conoscere, tanto che la funzionaria è stata regolarmente ammessa a sostenere le prove del concorso. Ma non tutte le ciambelle escono con il buco. Difatti, ben presto negli uffici della Asl è arrivata una segnalazione nella quale si evidenziava il mancato requisito della funzionaria, la quale, avvisata tempestivamente da qualche amico premuroso, il 16 aprile scorso, si è affrettata a inviare una mail alla Asl in cui ha chiesto il ritiro della domanda prodotta per prendere parte ai due concorsi, rinunciando alla partecipazione agli stessi.
Da qui la decisione della Asl di accettare la rinuncia ai due concorsi da parte della funzionaria, certificandolo nelle delibere 1106 e 1107 del 30 maggio scorso nelle quali è stato anche comunicato il numero degli ammessi: 144 candidati per il primo e 113 per il secondo. Una frettolosa retromarcia che però non porrà rimedio all’imprudenza commessa. Altri dipendenti della Asl hanno inviato lettere alla direzione generale della Asl affinché proceda alla verifica della documentazione prodotta dalla funzionaria. L’azienda sanitaria ha avviato un’indagine interna per ricostruire quanto accaduto. Una vicenda quindi che potrebbe portare a ulteriori sviluppi e a conseguenze non lievi per la funzionaria.
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