False fideiussioni, truffati 300 cittadini

Perquisizioni a raffica della Finanza per acquisire le prove del raggiro. Ipotizzata l’associazione per delinquere
L’AQUILA. Parte dall’Aquila una grossa indagine che sta portando, in queste ore, all’esecuzione di perquisizioni in tutto il territorio nazionale allo scopo di reperire le prove dell’esistenza di quella che, secondo gli investigatori, è una vera e propria associazione per delinquere finalizzata all’abusivismo finanziario e alla truffa aggravata.
Sta procedendo speditamente, infatti, l’indagine affidata alla Guardia di Finanza, sotto il coordinamento della Procura distrettuale antimafia, che ha portato gli agenti delle Fiamme gialle a muoversi a tutto campo tra Abruzzo, Lazio e Veneto. Una “triangolazione” dalla quale sarebbero venuti fuori i primi esiti.
Alla base dell’inchiesta una serie di fideiussioni asseritamente false in quanto, secondo gli investigatori, sarebbero state rilasciate senza che la società finita nel mirino ne avesse titolo, non essendo iscritta all’albo, ma soprattutto senza che le pratiche avessero le adeguate garanzie di carattere patrimoniale.
Si tratterebbe, in questo caso, non di fideiussioni bancarie bensì delle cosiddette fideiussioni finanziarie. Si tratta, più in particolare, di garanzie rilasciate dalle società finanziarie iscritte agli albi ai sensi degli articoli 106 e 107 della legge 385 (01/09/73) e che si rivolgono essenzialmente a privati, società di capitali o di persone. Le società finanziarie, come noto, oltre a concedere prestiti e mutui, rilasciano anche le più svariate tipologie di fideiussioni, spesso con un’istruttoria che si conclude anche nel giro di pochi giorni. Il costo, che spesso si traduce nella sola corresponsione di un premio, dipende dalle caratteristiche reddituali e patrimoniali del cliente richiedente.
L’indagine che prende le mosse dall’Aquila ha ramificazioni in tutta Italia: una ventina le perquisizioni che sono state effettuate finora nel capoluogo abruzzese, a Mirano (Venezia) e in alcuni comuni laziali. Secondo quanto si è appreso, è stato accertato, per ora, un giro di affari di oltre 2 milioni di euro. Tra i soggetti truffati ci sono enti pubblici e cittadini: questi ultimi sarebbero circa 300. Coinvolte una società finanziaria che ha sede legale all’Aquila e una decina di persone. Ad alcuni viene contestata l’associazione per delinquere finalizzata all’abusivismo in attività finanziaria e truffa aggravata. Tra gli indagati anche persone con precedenti specifici. A far scattare l’inchiesta sarebbe stata la scoperta della mancata copertura di una fideiussione che era stata escussa. Tra le parti lese figurano anche istituti bancari.
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