Falsi certificati, in 18 rischiano il processo

2 Settembre 2018

Il pm ha chiuso le indagini. Tra i sospettati lo psichiatra Gallese, l’ex assessore regionale Panunzi e il professor Aratari

AVEZZANO. Chiuse le indagini per i 18 sospettati coinvolti nell’inchiesta della Procura di Avezzano sui falsi certificati.
Tra loro medici, imprenditori, politici locali e altri personaggi, con accuse che vanno dalla frode assicurativa alla truffa ai danni dello Stato, dalla corruzione al falso. L’operazione “Tutti per uno” della Finanza di Avezzano ha portato a maggio all’esecuzione di dieci ordinanze di custodia cautelare di cui tre in carcere e sette ai domiciliari. Nella vicenda sono indagati Arnaldo Aratari di Gioia dei Marsi, al centro dell’inchiesta; Angelo Gallese, medico psichiatra dell’Asl di Avezzano-Sulmona-L’Aquila e responsabile del Centro d’igiene mentale (Cim) di Avezzano; Tiziana Mascitelli, moglie di Aratari; Guglielmo Mascitelli, suocero di Aratari; Luigi Maiello, agente di polizia penitenziaria di Avezzano; Maria Palma Di Biase di San Benedetto dei Marsi; Paolo Di Bella di Avezzano; il medico Gino Arioli di Ortucchio; Njiac Shahini di Avezzano; Orlando Morelli di Avezzano; Ida Morelli di Avezzano; l’ex consigliere e assessore regionale Mario Panunzi di Avezzano; Paola Fracassi di Avezzano; Carmine Macerola, carabiniere in congedo di Cerchio; Giuseppe Agostinacchio, carabiniere in pensione originario di Roma; Gianluca Alfonsi, consigliere provinciale e finanziere di Gioia dei Marsi; Mauro Arcangeli, medico legale di Carsoli; Raffaele La Russa di Catanzaro.
Il tribunale del Riesame dell’Aquila, in sede di udienza nei confronti di Arioli, Panunzi e Gallese, nell’ordinanza, secondo il difensore Antonio Milo, «ha escluso la sussistenza di prove a carico di Arioli in relazione all’emissione di certificazioni false a beneficio di Mario Panunzi». Secondo quanto emerso dalle indagini della Guardia di Finanza di Avezzano, coordinate dal sostituto procuratore Roberto Savelli, il Centro di salute mentale dell’ Asl era stato trasformato in una sorta di “emporio” di certificati medici falsi, con il dirigente che, dietro pagamento di somme di denaro, dispensava documenti utili ad avanzare domande risarcitorie all’esito di incidenti stradali, istanze di congedo per malattia al proprio datore di lavoro, domande di invalidità e persino richieste di autorizzazioni o permessi per superare misure cautelari pendenti.
Nei prossimi giorni si deciderà per la richiesta di rinvio a giudizio o per l’archiviazione. La Finanza si è avvalsa di intercettazioni e di riprese video tramite telecamere piazzate anche all’interno dello studio dello psichiatra avezzanese. I sospettati hanno 20 giorni per le controdeduzioni.
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