Falsi diplomi, vere lauree Cinque terapisti indagati

27 Novembre 2014

Coinvolti anche due sulmonesi e un marsicano: presunte truffe alla D’Annunzio Per l’accusa hanno falsificato i timbri di una scuola parificata, loro si difendono

SULMONA. Una laurea conseguita senza mai aver prima preso il diploma. A loro carico pesa un’accusa di falso che potrebbe trasformarsi anche in esercizio abusivo della professione. È la paradossale situazione che ha coinvolto l’Università D’Annunzio e nei guai sono finiti due giovani di Sulmona, V.M. e M.T., uno di Avezzano B.V. e due del Nord Italia, S.L. ed M.G.B.. L’università ha avviato una procedura di revoca delle immatricolazioni con l’annullamento della laurea a loro carico, ma il giro potrebbe essere molto più ampio, visto che già sono spuntati i nomi di altre due persone.

L’Università è stata informata dalla procura della Repubblica di Venezia che sta indagando su casi di presunti titoli di studio falsi. Gli autori del presunto raggiro, che da qualche tempo già svolgono la professione di fisioterapista, secondo quanto ricostruito dalla Procura avrebbero utilizzato diplomi contraffatti e mai conseguiti nella scuola superiore di Avezzano, Tecnica 2000, ignara dell’intera vicenda. Tutto ciò per iscriversi all’università in diverse facoltà, tra cui quella di fisioterapia, e ottenere quindi vere lauree. Sono stati utilizzati il logo della società e finte date di esame per certificare corsi che non avevano mai frequentato. Avviata la procedura di revoca della laurea, i presunti laureati hanno fatto ricorso davanti al Tar di Pescara.

Secondo le accuse, oltre a aver esercitato per diverso tempo senza essere in possesso di una reale preparazione, rischiano pesanti risvolti dal punto penali. Tecnica 2000, come parte lesa, assistita dall’avvocato Aldo Lucarelli, sta collaborando con l’Università per ricostruire la vicenda e far emergere la verità.

Oltre alla parte penale, su cui sta lavorando la Procura di Venezia, sul caso ci sono altri procedimenti. Il Tar di Pescara si sta occupando dell’annullamento amministrativo delle lauree, mentre il tribunale di Chieti, a causa di una querela per falso, di procedimenti per i documenti contraffatti utilizzati per ottenere le lauree.

Il tribunale amministrativo, per quanto riguarda gli annullamenti, si avvale della querela di falso che dovrebbe arrivare prima dell’annullamento degli atti altrimenti potrebbe mancare la prova sulla falsità.

La vicenda rischia di sollevare un vespaio.

Pietro Guida

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