Fanfani su “Babel”: il mondo come una torre in frantumi

22 Luglio 2018

L’AQUILA. «Il mondo come una torre di Babele in frantumi, come luogo della confusione? La globalizzazione come una sorta di impazzito Bolero di Ravel?».Questi gli interrogativi posti da Marco Fanfani,...

L’AQUILA. «Il mondo come una torre di Babele in frantumi, come luogo della confusione? La globalizzazione come una sorta di impazzito Bolero di Ravel?».
Questi gli interrogativi posti da Marco Fanfani, presentando “Babel”, di Salvatore Santangelo (Castelvecchi).
Il presidente della Fondazione Carispaq ha voluto sottolineare l'intuizione dell'autore, che «ha colto la deleteria sovrapposizione tra globalizzazione, mafie transnazionali e conflitti globali. Globale diventa quindi sinonimo di disordine, di caos».
Mimmo Srour, Luigi D'Eramo e Fabrizio Di Stefano hanno raccolto e rilanciato queste provocazioni, interpretando le traiettorie strategiche della crisi delle istituzioni comunitarie e l'ascesa (inarrestabile?) dei populismi.
Un pubblico numeroso, attento e partecipe è stato un elemento centrale dell'evento, il primo di una serie che prosegue a Tivoli, per approdare poi a Pratola (27.07), San Demetrio (29.07), Roccaraso (03.08) e Villalago (12.08).