Farmaci scaduti all’ospedale, in 17 nei guai

29 Settembre 2018

Chiusa l’indagine a tre anni dal doppio blitz dei carabinieri del Nas: sotto accusa medici e infermieri

AVEZZANO. Sono diciassette le persone indagate, tra dirigenti medici e infermieri dell’ospedale di Avezzano, accusati di detenzione per la somministrazione di farmaci scaduti. Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore della Repubblica di Avezzano, Maurizio Maria Cerrato, sono state concluse e ora si passerà alla fase istruttoria. Sotto accusa sono finiti G.D.B., 68 anni F.F. (58), R.D.G. (65), F.D.B. (63), P.D.G. (57), A.G.B. (65), G.D. (54), M.L.T., (61), V.P. (67), L.B. (66), E.C. (64), C.M. (63), A.B. (53), C.P. (68), G.R. (64), G.G. (53), D.D.B., (66), la maggior parte ancora in servizio e alcuni dei quali oggi in pensione. I fatti risalgono alla fine di giugno del 2015 quando ci furono due blitz ravvicinati in ospedale, ad Avezzano, da parte dei carabinieri del nucleo antisofisticazione di Pescara. I controlli destarono molto clamore, soprattutto per la presenza dei farmaci scaduti in quasi tutte le unità operative. Erano stati inviati, subito dopo i controlli, ben 18 avvisi di garanzia a causa del rinvenimento dei medicinali vecchi in dieci reparti del Santi Filippo e Nicola. L’indagine della Procura marsicana, tramite gli esperti del settore medico del Nas, aveva portato al sequestro dei medicinali scaduti, per un totale di circa 130 scatole. Sulla vicenda era stata avviata anche un’indagine interna della direzione generale della Asl per eventuali provvedimenti disciplinari. Cinque persone erano state denunciate nel corso del primo blitz avvenuto il 12 giugno in tre reparti dell’ospedale, altre tredici nel secondo controllo, in cui erano stati esaminati ulteriori sette reparti. In questo caso le confezioni di farmaci su cui si era concentrata l’attenzione del Nas sembra, secondo quanto emerso dalle indagini, fossero già pronte per la somministrazione sui carrelli, nonostante la scadenza indicata sulle scatole stesse. In alcuni casi, il termine ultimo per l’utilizzo dei medicinali superava i due anni. Era così scattata la segnalazione all’autorità giudiziaria per i medici e per il personale infermieristico dei reparti finiti nel mirino dei carabinieri. La posizione di uno degli indagati del 2015 è stata stralciata. Nei prossimi giorni, visto il provvedimento di chiusura indagini, gli indagati potranno chiedere di essere ascoltati dal pm o, in alternativa, depositare una memoria difensiva. Nel collegio difensivo sono presenti gli avvocati Antonio Milo, Antonio Di Mizio, Sandro Ciaccia e Gianfranco Restaino.
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