Farmaci scaduti, gli indagati sono otto

9 Febbraio 2019

Due medici accusati della detenzione e sei infermieri della somministrazione di un medicinale a un’anziana

L’AQUILA. Il pm Stefano Gallo ha chiuso le indagini sulla presunta somministrazione di farmaci scaduti nella clinica Villa Dorotea a Scoppito.
E, nell’atto, adesso compaiono otto persone, medici e infermieri, finite nel fascicolo dopo la relazione del Nas dei carabinieri.
I militari fecero un’irruzione nella clinica dopo una segnalazione anonima, ma nel complesso trovarono tutto a posto. Puntarono, però, la loro attenzione sulla presenza di un paio di confezioni di farmaci scaduti nell’armadio della medicheria e in un carrello, che sarebbero stati detenuti per somministrarli a un’anziana.
Farmaci, va detto, scaduti da pochi giorni e che, secondo gli esperti, non perdono efficacia se non dopo molto tempo. Sono indagati, dunque, con accuse tutte da provare, Simona Ceccoli, medico, per detenzione di medicinali guasti (in relazione a delitti colposi contro la salute pubblica). Si tratta di poche confezioni di un farmaco contro l’ansia cronica, tipica degli anziani, scaduto da poche settimane.
La stessa condotta è contestata al collega Vincenzo Colorizio. La prima nella veste di responsabile della qualità del servizio e il secondo in quanto responsabile delle attività sanitarie. Le contestazioni fanno perno, visti i loro ruoli, solo sull’omesso controllo. L’infermiera Valeria Palumbo, invece, è accusata di aver materialmente somministrato a una paziente il medicinale scaduto. La stessa contestazione (articolo 443 cp) è avanzata dal pm agli altri infermieri: Luana Fiorenzi, Leonardo Campos Michetti, Alessandra Albani, Alessandra Guglielmi, Federica Fusari. . Si tratta di comportamenti che si sarebbero ripetuti solo poche volte. Al punto, probabilmente, da non aver creato nessun problema fisico alla paziente. E poi ci sarebbe la tenuità del fatto.
Un medicinale si qualifica come guasto o imperfetto qualora manchi o sia notevolmente diminuita la sua efficacia terapeutica, quindi, ad esempio, nei casi in cui sia scaduto o vi sia stato un errore nella produzione; o se sia privo di componenti necessari o contenga principi attivi non correttamente dosati. Dopo aver esaminato le controdeduzioni dei difensori, il pm potrà chiedere l’archiviazione o il rinvio a giudizio. Nel corso del procedimento gli indagati sono assistiti dagli avvocati Ludovica Alesii, Maurizio Dionisio, Carlo Benedetti, Mariangela Vizioli, Pierluigi Pezzopane.
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