Fasciani e Di Marco Testa lanciano la sfida del voto

TAGLIACOZZO. Il progetto di una grande coalizione, che possa competere alle Comunali di Tagliacozzo con quella del sindaco uscente Vincenzo Giovagnorio, va avanti anche dopo il ritiro di Pierluigi Di...
TAGLIACOZZO. Il progetto di una grande coalizione, che possa competere alle Comunali di Tagliacozzo con quella del sindaco uscente Vincenzo Giovagnorio, va avanti anche dopo il ritiro di Pierluigi Di Stefano. Benedetta Fasciani (Fratelli d’Italia), che si era spesa non poco per la candidatura di Di Stefano, e che «ringrazia per avere messo a disposizione la sua professionalità», appare determinata verso l’obiettivo. «Per far voltare pagina a questa città», avverte la Fasciani, «non basta abbellire le strade con qualche fiore. Occorrono grandi progetti a lungo termine e capacità di ottenere finanziamenti per attuarli. Sanità, turismo e sport sono i temi su cui dobbiamo concentrarci, perché è su di essi che si gioca il futuro. La compagine con cui intendiamo presentarci deve essere la più ampia. Il nostro è un gruppo aperto, disponibile a dialogare e a confrontarsi sui temi con tutti, senza vincoli ideologici, veti e preclusioni. Il nome del candidato sindaco verrà scelto insieme a quelli che crederanno in questo progetto». Dunque, prima la costituzione di una coalizione forte e coesa, poi il nome di chi dovrà guidarla. Il successo della sfida lanciata dalla Fasciani al sindaco uscente dipenderà da come si muoveranno le altre formazioni in campo: “Tagliacozzo unita” e “Il paese che vorrei”, capeggiate rispettivamente da Vincenzo Montelisciani e da Maurizio Di Marco Testa. «Con noi il dialogo è già in corso», confida Di Marco Testa, «è interesse comune costituire una compagine alternativa a quella di Giovagnorio. Un mio passo indietro? Se ci venisse presentato un altro nome è giusto che venga concordato col gruppo. Per quanto mi riguarda, non dirò mai: o me o nessuno. Se devo fare un passo indietro per il bene di Tagliacozzo, lo farò. Ho saputo che Montelisciani ha avuto un abboccamento col sindaco. Non andremo a fare la ruota di scorta a Giovagnorio. Anzi, sa che cosa le dico? Questo accordo persino me lo auguro, perché almeno il 10% dei componenti di quel gruppo ne uscirebbe e i voti verrebbero a noi».

