Fedele: abbiamo le prove che l’ambulanza era ferma

Il consigliere regionale 5 Stelle risponde al manager Asl e al dirigente del 118: dall’assessore Verì conferma implicita che il mezzo è rimasto bloccato 468 giorni
L’AQUILA. «La Asl ha impiegato 468 giorni per mettere su strada l’ambulanza donata dal M5S». Continua il rimpallo di accuse tra il consigliere regionale pentastellato Giorgio Fedele e l’azienda sanitaria. Secondo Fedele, il mezzo sarebbe rimasto fermo due anni nel piazzale dell’ospedale San Salvatore. Dopo la smentita secca arrivata dal manager Roberto Testa e dal dirigente del 118 dell’Aquila Gino Bianchi, che hanno spiegato come l’ambulanza sia in dotazione al 118 di Sulmona e abbia percorso oltre 30mila chilometri, il consigliere regionale torna all’attacco. «Rimango stupito dalle parole di Testa e di Bianchi», afferma, «che parlano di fake news in merito alla vicenda dell’ambulanza donata alla Asl 1 dal M5S e ferma, lo ribadisco, per quasi due anni prima di essere messa su strada. Il mio stupore proviene da due fattori: il primo è la sicurezza con cui sono state riportate informazioni errate a difesa di un ritardo inaccettabile, tra l’altro facilmente contrastabili da atti e richieste ufficiali. La seconda è il modus operandi che ha contraddistinto ogni soggetto coinvolto in questa vicenda, a partire dall’assessore regionale alla Sanità: invece di cercare di capire dove si è creato il cortocircuito che ha tenuto fermo un mezzo di soccorso così a lungo prima di vederlo assegnato a Sulmona, e cercare quindi di correggere il tiro scongiurando che una cosa simile riaccada, si tenta in tutti i modi di nascondere la polvere sotto al tappeto». Fedele ritiene che le parole di Testa e Bianchi siano in contrasto con quanto riportato in consiglio regionale dall’assessore Nicoletta Verì in seguito alla sua interpellanza. Quindi ricostruisce tutta la vicenda, a partire dal 28 novembre del 2018, quando l’allora vicepremier Luigi Di Maio ha consegnato quattro ambulanze alle Asl abruzzesi: date alla mano, ricorda che l’11 gennaio 2019 il responsabile del 118 della Asl 1 chiede le dotazioni per far entrare in servizio il mezzo e fa notare che dal 2018 sono iniziati a decorrere i cinque anni di suo possibile utilizzo. Quasi un anno dopo, a novembre del 2019, lo stesso Fedele durante un’ispezione al San Salvatore ha nota che «l’ambulanza è abbandonata nel piazzale con i sigilli ancora presenti» e chiede l’accesso agli atti per capire il motivo del ritardo, presentando il 10 dicembre 2019 un’interpellanza in Regione. «La mia interpellanza», spiega, «viene calendarizzata e discussa in consiglio regionale il 29 settembre 2020, nella risposta Verì sostiene che i primi giorni di marzo 2020 l’ambulanza sarebbe entrata in servizio all’ospedale di Sulmona. Se quindi indicativamente prendiamo la data del 10 marzo 2020 come ipotetica entrata in servizio dell’ambulanza», conclude, «la Asl 1 ha impiegato “solo” 468 giorni per metterla su strada».
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