Federalismo fiscale, Province in affanno

La Corte dei Conti: terremoti, emergenza clima e crisi economica, criticità nei rapporti con la Regione
L’AQUILA. I rapporti fra la Regione Abruzzo e le quattro Province presentano ancora molte criticità. Lo scrive la Corte dei Conti nella relazione dal titolo “Le Province abruzzesi dal federalismo fiscale al loro ruolo attuale”.
«L’attuazione del federalismo fiscale» affermano i giudici contabili «secondo il disegno istituzionale del legislatore nazionale ha incontrato un grande ostacolo nella successiva crisi economica che non ha consentito di realizzare la maggiore autonomia nella gestione delle entrate al comparto delle Province. Il ruolo svolto dalla Regione nel processo di riordino delle funzioni del comparto, nel caso dell’Abruzzo, sconta gli evidenti ritardi iniziali – simili, peraltro, ad altre realtà regionali – nell’emanazione delle disposizioni di recepimento della legge 56 del 2014, che hanno comportato ulteriori problemi ai quali le Province hanno dovuto far fronte. Non si può non sottolineare, inoltre, come gli Enti locali della Regione Abruzzo abbiano dovuto fronteggiare le drammatiche conseguenze derivanti dal sisma del 2009 e di quello del 2016, nonché emergenze climatiche straordinarie avverse, recanti ulteriori drammatiche conseguenze in termini di perdite di vite umane e di beni materiali. I successivi e inevitabili ritardi nel trasferimento delle funzioni non fondamentali hanno costituito una criticità non indifferente per le Province della Regione Abruzzo tanto che il processo di definizione dei rimborsi per i maggiori costi sostenuti per funzioni non più di competenza di tali enti non ha ancora trovato una totale definizione. La Regione è, in definitiva, chiamata a dare concretezza al procedimento di rimborso degli oneri per i trasferimenti di funzioni realizzando gli ultimi aspetti della riforma di riorganizzazione delle Province. Dal canto loro, gli Enti provinciali dovranno saper ottimizzare le risorse in possesso per non vanificare gli enormi sforzi profusi in termini di contributo alla finanza pubblica, avendo particolare attenzione alla gestione delle spese correnti per le quali è necessaria una costante attività di efficientamento e monitoraggio. Questa ottimizzazione delle risorse, considerando peraltro la difficile situazione economica e finanziaria del Paese generata dall’emergenza pandemica, dovrà perseguire il risultato di realizzare una gestione delle funzioni strategiche, in particolare, nella materia della amministrazione della rete viaria e dell’edilizia scolastica, volta ad evitare sprechi di denaro pubblico e al tempo stesso garantire la sicurezza dei cittadini abruzzesi, già duramente provati».
«Conclusivamente» scrivono ancora i giudici contabili nella loro relazione «in considerazione della realtà del comparto provinciale e delle competenze umane che vi sono presenti in numero sempre più ridotto, nonché delle difficoltà tecniche ed amministrative legate a funzioni nuove – si pensi alla progettazione o alla gestione della rete viaria – rispetto alla recente storia istituzionale che ha riguardato gli enti provinciali, si ritiene che il Legislatore nazionale ben potrebbe essere chiamato a ridisegnare stabilmente la distribuzione di tali funzioni fra i diversi attori istituzionali».

