Ferie natalizie revocate, tensioni a LFoundry

28 Dicembre 2019

L’azienda richiama al lavoro una cinquantina di dipendenti. La Cgil: accordi violati senza spiegazioni

AVEZZANO. Revocano le ferie a 48 ore dal Natale e molti operatori sono costretti a tornare in azienda. C’è chi si era organizzato per qualche giorno fuori città, chi aveva incastrato alla perfezione gli impegni familiari e chi doveva occuparsi dei figli grazie alle ferie richieste e accettate dalla proprietà. Ma LFoundry, sabato 21, ha richiamato tutti in azienda e già domenica una cinquantina di operatori è dovuta tornare al lavoro. Un cambio di rotta repentino, probabilmente dettato dalla mole di lavoro sopraggiunta, che però non ha tenuto conto degli accordi stipulati tra azienda e sindacati.
«Il 21 dicembre scorso, ad alcune ore dal termine del turno diurno, i colleghi della squadra B hanno ricevuto una sgradita sorpresa», ha commentato Roberto Di Francesco Rsu Fiom-Cgil, unitamente alla segreteria provinciale, «ferie calendarizzate nelle giornate dal 22 dicembre in avanti e revocate inaspettatamente. Lo stesso trattamento è stato riservato ai lavoratori delle altre squadre. Unica eccezione la conferma della presenza al 50 per cento dei dipendenti nei giorni di Natale e Capodanno».
Una scelta improvvisa che ha spinto molti dipendenti a rivedere i loro programmi e le parti sociali a prendere nota di un’altra anomalia che sarà segnalata all’incontro atteso per gennaio nella sede del ministero per lo Sviluppo economico. In quei giorni in azienda, inoltre, oltre ai 50 operatori c’era anche una parte dei 1.500 dipendenti che sta osservando i contratti di solidarietà in vigore fino a maggio prossimo. «È stato violato l’accordo sulle ferie 2019», ha continuato Di Francesco, «che si basa su tre azioni fondamentali: programmare, concordare e informare. Nessuna spiegazione è stata fornita riguardo questa imposizione. I lavoratori sono preoccupati, seppure la motivazione di queste revoche fosse quella più facilmente immaginabile, cioè l’alta movimentazione, verrebbe da chiedersi: ma è davvero così scarsa la nostra capacità di prevedere quanto materiale bisogna lavorare in un determinato momento? Ma davvero siamo al punto che alcune informazioni sono note solo il giorno prima? Siamo dunque allo sbando o a qualcuno piace semplicemente esercitare il potere? E perché gli viene consentito?».
©RIPRODUZIONE RISERVATA