Fermo il cantiere per la costruzione dei 12 alloggi Ater

28 Ottobre 2018

Il consigliere comunale Di Bacco chiede la ripresa dei lavori «Pratola ha bisogno di case per famiglie in difficoltà»

PRATOLA PELIGNA. Lavori fermi nel cantiere per la realizzazione della palazzina Ater di viale Marconi a Pratola Peligna. Lo stop ai lavori per il completamento della struttura che conta dodici appartamenti, sta creando più di qualche malumore. A farsi carico della richiesta di una ripresa dei lavori è il consigliere comunale Aldo Di Bacco.
«Da più di qualche mese i residenti nella zona segnalano la mancanza di attività lavorative nel cantiere», lamenta Di Bacco. «Al momento è stata realizzata solo la struttura in cemento armato con le tamponature esterne, ma è necessario riavviare il cantiere e puntare a tempi più rapidi per arrivare all’ultimazione della palazzina». La costruzione dell’edificio era iniziata nell’aprile del 2016, grazie a un finanziamento di 1,2 milioni di euro. Soldi con i quali, oltre alla realizzazione della struttura antisismica di tre piani, con 12 alloggi dai 45 ai 70 metri quadrati, sarà costruita anche una sala polifunzionale di circa 200 metri quadrati che resterà nelle disponibilità del Comune.
Gli appartamenti saranno invece assegnati ai destinatari per quindici anni con affitti sostenibili.
«Sono numeri importanti che potrebbero dare un sostegno alle tante famiglie alle prese con la crisi economica e con la necessità di una casa», ha concluso il consigliere Aldo Di Bacco.
Intanto, proprio all’inizio di questo mese, l’amministrazione comunale ha concesso la possibilità a una ditta di procedere con i lavori per gli allacci idrici, attraversando viale Marconi. Interventi che dovrebbero essere realizzati a breve giro di posta.
La procedura per la realizzazione della palazzina Ater era iniziata qualche anno fa, nel 2014, quando l’amministrazione comunale guidata dall’allora sindaco Antonio De Crescentiis e con Fabrizio Fabrizi assessore all’Urbanistica, aveva risposto ad un bando regionale.
Poi l’avvio delle attività di esproprio dei terreni dove poter realizzare la struttura, l’assegnazione dei finanziamenti (il bando prevede anche una compartecipazione del Comune) e l’avvio del cantiere aperto oltre due anni fa e oggi fermo. Il tutto mentre sono tante le famiglie in attesa di un alloggio a costo contenuto.
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