Ferì un giovane col coltello, condannato a 2 anni

18 Aprile 2021

Assolto il presunto complice accusato di aver bloccato il ragazzo mentre l’altro lo colpiva

AVEZZANO. Una lite scoppiata durante una festa a causa di vecchie ruggini per una ragazza contesa. Questi i motivi alla base di una zuffa che finì con l’accoltellamento di un giovane marsicano. Ora uno dei presunti aggressori è stato condannato a due anni di reclusione. L’altro invece, che era accusato di aver trattenuto la parte offesa mentre veniva accoltellata, è stato assolto. È stata accolta la tesi difensiva secondo cui la sua intenzione era quella di fermare la colluttazione. I fatti risalgono al 2015 e si sono verificati a Ovindoli, durante la festa della birra. I due imputati, Giancarlo Ariano, 34 anni, e l’amico Antonio Tafete, entrambi di Tivoli, secondo la ricostruzione incontrarono il giovane del posto, di 32 anni. Tra loro sembra ci fossero stati già problemi in precedenza per vicende legate a una ragazza. Rincontrandosi alla festa si erano riaccesi i malumori. Il passaggio dalle parole ai fatti fu molto breve e durante la lite spuntò un coltello. Secondo la ricostruzione, mentre uno lo teneva, l’altro infieriva con il coltello contro di lui. Il 34enne ferì alla gamba il giovane di Ovindoli che fu trasportato al pronto soccorso dell’ospedale di Avezzano. Le ferite gli provocarono dei danni permanenti. Al termine del processo tenuto al tribunale di Avezzano, il giudice Marianna Minotti ha condannato Ariano a due anni di reclusione e a 16 mila euro di provvisionale, assolvendo il presunto complice. Il primo era difeso dall’avvocato Simone Ariano, l’altro da Carmela Pizzi. La parte civile dall’avvocato Maria Acquaria Garbuglia. Sul caso sarà probabilmente avviato anche un procedimento civile per la richiesta di risarcimento. (p.g.)
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