Festa per il bicentenario dell’organo della chiesa di San Nicola di Bari

3 Novembre 2021

PRATA D’ANSIDONIA. Domani alle 17 nella chiesa parrocchiale San Nicola di Bari di Prata d’Ansidonia la comunità locale festeggerà il bicentenario della realizzazione dell’organo “Damaso e Salvatore...

PRATA D’ANSIDONIA. Domani alle 17 nella chiesa parrocchiale San Nicola di Bari di Prata d’Ansidonia la comunità locale festeggerà il bicentenario della realizzazione dell’organo “Damaso e Salvatore Fedri”. Per l’evento si terrà un concerto celebrativo con i maestri Luciano Bologna e Antonio Seri.
L’organo, realizzato nel novembre 1821, nel tempo era stato pesantemente danneggiato e saccheggiato. Un primo intervento di restauro fu eseguito nell’aprile del 1910 per opera di Antonio Salvatore Fedriqui e in quell’occasione il costo del restauro fu sostenuto dalla popolazione. Di nuovo andato in rovina, tanto che mancavano gli elementi principali quali canne metalliche, la tastiera e la pedaliera, nel 1999-2000, su iniziativa dell’allora parroco don Domenico Marcocci e grazie a un finanziamento della Fondazione Cassa di Risparmio dell’Aquila fu fatto un altro intervento di restauro su tutto l’apparato ligneo di controfacciata, dalla ditta Dario Carnicelli di Marruci (Pizzoli).
Successivamente, nel 2000, sempre su iniziativa di don Domenico Marcocci ci furono contributi dalla Regione Abruzzo, dalla Conferenza Episcopale Italiana, dalla Fondazione della Cassa di Risparmio dell’Aquila, dall’amministrazione comunale di Prata d’Ansidonia, dall’Associazione sportiva Prata d’Ansidonia e dalla popolazione di Prata d’Ansidonia, con cui fu possibile realizzare il restauro dell’organo, eseguito dalla ditta Seri Antonio e Ungarelli Daniele di Bologna. I lavori iniziarono nel settembre del 2000 e terminarono nel 2005. L’inaugurazione ci fu nel mese di agosto dello stesso anno. All’evento di domani parteciperanno il sindaco di Prata D’Ansidonia Paolo Eusani, il Nunzio apostolico monsignor Orlando Antonini, l’ex parroco don Domenico Marcocci e l’attuale parroco don Ciprian Petrisor, il restauratore maestro Antonio Seri, l’ingegner Antonio Mattozza e il maestro Luciano Bologna presidente dell’Associazione organistica aquilana.
RESTAURO. Nella relazione del 2005 relativa al restauro dello storico organo si legge: «Lo strumento fu costruito nel 1821 da Damaso e Salvatore Fedri, discendente diretto della famosa casata Fedeli di Camerino. Di questa famiglia organaria si annovera la costruzione del celebre e monumentale organo della basilica di San Bernardino all' Aquila ad opera di Feliciano Fedeli. Si narra che l’origine del cognome Fedri fu dovuta a un errore di scrittura del cognome Fedeli depositato all’anagrafe dell'Aquila. Da allora in avanti la casata organara operante in Abruzzo non fu più Fedeli ma per l’appunto Fedri». L’organo fra il 2000 e il 2005 fu «smontato e catalogato in tutte le sue parti seguendo tutti i criteri e le moderne metodologie di restauro, e tutte le parti componenti lo strumento sono state imballate con cura e caricate su un furgone per il trasporto nel laboratorio di organaria di Bologna». Il restauro fu «guidato dalla dottoressa Rosella Rosa, ispettore della Soprintendenza per il patrimonio storico, artistico ed etnoantropologico dell’Aquila sotto la consulenza del compianto dottor Oscar Mischiati, ispettore onorario della Soprintendenza di Bologna e musicologo studioso di fama mondiale dell’arte organaria italiana».
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