Feste e sagre con l’uso di prodotti tipici il volàno per il turismo

15 Agosto 2015

Leonarduzzi e Pellegrino: necessario armonizzare le regole e fare del marketing un valido strumento di promozione

SULMONA. L'immagine e la promozione del Centro Abruzzo passano anche attraverso i cibi serviti durante le varie feste, sagre e fiere estive. Ne sono convinti Pietro Leonarduzzi, vice presidente provinciale Confesercenti, e Angelo Pellegrino, direttore del Cescot, che sollecitano l’uso di prodotti e piatti tipici. Secondo gli addetti ai lavori il segreto è servire in tavola nelle varie manifestazioni estive, e non solo i piatti, e i prodotti della tradizione, realizzati secondo le ricette di un tempo e con ingredienti a chilometro zero. «Innanzitutto ci preme sottolineare che nell’edizione di quest’anno della Giostra cavalleresca abbiamo notato un vero e proprio salto di qualità nell’offerta enogastronomica dei Borghi e dei Sestieri», notano i due. «Le nostre raccomandazioni sull’utilizzo dei prodotti tipici e tradizionali sono state accolte in pieno. Di notevole interesse sono state le cene a tema e l’abbinamento tra i vari alimenti nel rispetto dei valori del territorio. nello stesso tempo bisogna dire che proliferano manifestazioni di piazza e di quartiere spesso non troppo legate alla tradizione gastronomica ed ai valori su cui è basata; così i visitatori si trovano spesso di fronte a messaggi fuorvianti rispetto alla tipicità raccomandata». Per gli addetti ai lavori, dunque, è necessario ritagliarsi un posto di rilievo nel cosiddetto turismo enogastronomico, che passa attraverso eventi che promuovono piatti e prodotti tipici. «Negli ultimi anni è emerso un nuovo modo di vivere e concepire il tempo libero ed il turismo in simbiosi con i prodotti della tradizione locale a spiccata tipicità, quali fonti di attrazione turistica»,aggiungono Leonarduzzi e Pellegrino. «Siamo fortemente convinti che il territorio si promuove attraverso la valorizzazione delle sue produzioni tipiche per mezzo di azioni coordinate, promosse da partenariati pubblico-privati, che utilizzino il marketing territoriale, quale strumento per la gestione integrata di tutte le risorse presenti sul territorio. I prodotti tipici, letti non solo dal punto di vista nutrizionale, ma soprattutto come simboli, conseguenze di storia, tradizioni e costumi, possono diventare attrattori d’interesse per la promozione del territorio». Da qui l’appello a una maggiore armonizzazione generale. «Bisogna armonizzare le regole nel territorio e fare del marketing uno strumento scientifico di promozione», concludono Leonarduzzi e Pellegrino, «chi somministra alimenti e bevande può essere una risorsa».

Federica Pantano

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