Fials: «La Asl blocchi la fuga di personale»

15 Dicembre 2020

L’AQUILA. «Il rallentamento della macchina amministrativa della Asl sta causando un’emorragia di lavoratori verso altre strutture sanitarie». A lanciare l’allarme è il segretario provinciale della...

L’AQUILA. «Il rallentamento della macchina amministrativa della Asl sta causando un’emorragia di lavoratori verso altre strutture sanitarie». A lanciare l’allarme è il segretario provinciale della Fials Simone Tempesta, secondo cui l’Asl 1 «rischia di rimanere un passo indietro non solo rispetto alle grandi aziende di altre regioni, ma anche a quelle abruzzesi». Intanto, continua a raffreddarsi la circolazione del virus in città, con 6 nuovi casi nelle ultime 24 ore, 68 nell’intera provincia.
TEMPESTA. «In quest’ultimo periodo», dice Tempesta, «stiamo assistendo ad una costante emorragia di lavoratori che lasciano il contratto a tempo determinato per andare a ricoprire incarichi a tempo indeterminato in altre strutture sanitarie poste su tutto il territorio nazionale, con la conseguente grave perdita per il nostro territorio delle professionalità acquisite nel corso del tempo da questi lavoratori che ci stanno abbandonando, non vedendo prospettive concrete per il loro futuro». La Fials chiede quindi al manager Roberto Testa «di intraprendere immediatamente tutte le azioni in suo potere per arginare questo deleterio fenomeno, che rischia di devastare la qualità e la quantità dei servizi sanitari erogati nell’Abruzzo interno, e di individuare le cause del rallentamento della macchina amministrativa della Asl per rimuoverle». Tempesta spiega che «le altre aziende sanitarie hanno già intrapreso le procedure di assunzione del personale titolare di contratto a tempo determinato che risulta vincitore di concorso in graduatorie di altre aziende e ciò l’hanno fatto nel rispetto della normativa in vigore. Nella nostra Asl, invece, è tutto fermo. Mentre nei reparti di degenza si lotta, negli uffici amministrativi si tentenna». Il segretario Fials commenta anche le ultime polemiche sui reportage televisivi che hanno coinvolto l’ospedale di Avezzano: «La cosa che interessa agli utenti e ai lavoratori, è sapere se le immagini divulgate siano vere o frutto di manipolazioni. Se si sono verificati dei disservizi, vanno individuate le cause e le responsabilità». (r.s.)
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