Filetto ricorda l’eccidio nazista

6 Giugno 2023

Domani le cerimonie in memoria delle 17 vittime. A luglio delegazione in Germania

L’AQUILA. Domani a Filetto cerimonia per ricordare i 79 anni dalla strage nazifascista che causò la morte di 17 persone. Il programma prevede alle ore 17 la santa messa di commemorazione nel cimitero di Filetto e alle 18 la deposizione della corona al monumento. Al termine ci sarà un incontro nella sede del centro sociale “Il Moro”.
Dal 7 al 10 luglio, inoltre, una delegazione di abitanti di Filetto sarà in Germania e in particolare nella città di Pocking (Baviera). Il Comune tedesco ha deciso di intitolare una strada a “Filetto” e apporre una targa in ricordo dell’eccidio del 1944. Nella cittadina tedesca aveva trascorso i suoi ultimi anni di vita un vescovo che in paese era stimato e apprezzato da tutti, Matthias Defregger. Il prelato è morto nel 1995. È seppellito nel cimitero di Pocking e a lui fu intitolata proprio la strada che porta al cimitero. Fino al 2020 il prelato, dai suoi concittadini, veniva considerato un personaggio illustre di cui fare vanto. Poi, grazie, a una ricerca storica, il Comune di Pocking ha appreso dell’oscuro passato del prelato che nel giugno 1944 era un ufficiale dell’esercito tedesco. Fu lui che nella serata del 7 giugno di 79 anni fa diede l’ordine operativo per compiere la strage di Filetto e incendiare il paese.
Ecco i nomi delle vittime in ordine alfabetico: Gradito Alloggia (1904), contadino; Cesidio Altobelli (1903), contadino; Antonio Celestini (1920), contadino; Loreto Cialone (1887), contadino; Pasquale Cialone (1900), contadino; Clemente Ciampa (1905), contadino; Raimondo Ciampa (1902), contadino; Giovanni Gambacurta (1912), carabiniere; Carlo Marcocci (1894), contadino; Domenico Marcocci (1908), contadino; Tito Marcocci (1924), contadino; Luigi Marcocci (1914), contadino; Mario Marcocci (1927), contadino; Ferdinando Meco (1883), contadino; Antonio Palumbo (1879), proprietario terriero; Sabatino Riccitelli (1896), contadino; Agostino Spezza (1900), contadino.
A questi, va aggiunto il capo-raggruppamento tedesco, ucciso da un suo stesso commilitone: Hermann Schafer (1913), maresciallo maggiore della 114ª Jäger-Division.
Durante l’esecuzione ci furono anche alcuni feriti. (g.p.)
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