Finanza sequestra divise non a norma nella sede dell’Asm

1 Dicembre 2016

L’AQUILA. «Sugli indumenti da lavoro non a norma avevamo ragione noi». Lo affermano la Uil trasporti e l’Ugl igiene ambientale, dopo il blitz nella sede dell’Asm della Guardia di Finanza, che ha...

L’AQUILA. «Sugli indumenti da lavoro non a norma avevamo ragione noi». Lo affermano la Uil trasporti e l’Ugl igiene ambientale, dopo il blitz nella sede dell’Asm della Guardia di Finanza, che ha sequestrato le divise degli operatori dell’azienda dei rifiuti acquistate in occasione dell’adunata nazionale degli alpini, a maggio del 2015. La vicenda è partita da un esposto alla Procura della Repubblica firmato dai sindacati, a loro volta querelati dall’ex amministratore unico dell’Asm Rinaldo Tordera, ed è culminata lo scorso 17 novembre quando gli uomini della Gdf hanno posto sotto sequestro tutti gli abiti da lavoro, che nel frattempo erano stati dismessi e sostituiti con altri indumenti.

«Ma intanto», sottolineano Uil e Ugl, «per 17 mesi i dipendenti dell’Asm hanno lavorato, unici in tutta Italia, indossando abiti non a norma, cioè sprovvisti di Dpi, dispositivi di protezione individuale, ad alta visibilità. Questo ha messo a rischio la loro sicurezza. Basti pensare alle recenti morti bianche avvenute in Campania, dove due operai del comparto igiene ambientale hanno purtroppo perso la vita. Per fortuna all’Aquila nessuno è stato investito mentre indossava i famigerati indumenti, altrimenti oggi ci ritroveremmo a raccontare un’altra triste storia. E proprio per questo che ci sentiamo in obbligo di ringraziare la Procura della Repubblica, la Corte dei Conti e la Guardia di Finanza per il lavoro svolto e la particolare sensibilità mostrata». Uil e Ugl parlano anche di spreco di risorse pubbliche: «Sono stati spesi circa 60 mila euro (430 euro per ogni operatore ecologico) per l’acquisto di questi indumenti, che non avevano evidentemente i requisiti previsti per legge e che oggi sono stati infatti sostituiti con altri a norma, tra l'altro senza spiegazioni. Adesso chi pagherà i danni dell’errato acquisto di queste divise? I soliti cittadini aquilani che si sono visti l’aumento della Tari? Il sindaco prenderà provvedimenti nei confronti di coloro che hanno commesso questo errore?».

Contattato dal Centro, sulla vicenda preferisce non rilasciare dichiarazioni l’attuale amministratore dell’Asm Francesco Rosettini. (r.s.)

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