Finiti i posti letto per malati L’ospedale è in emergenza

Di Pangrazio: rapide soluzioni. L’Asl cerca spazi. In arrivo una tensostruttura
AVEZZANO. Finiti i posti per pazienti Covid ad Avezzano, con persone ammassate ormai da diverse ore al pronto soccorso. La struttura è al collasso. Ieri è arrivato sul posto il sindaco Gianni Di Pangrazio preoccupato per una situazione sempre più drammatica.
MANCANO I LETTI. I posti letto occupati hanno raggiunto un numero record rispetto all’emergenza di marzo e ora c’è l’esigenza di nuovi spazi. Ad Avezzano sono 26 i ricoverati in Malattie infettive. Il reparto è saturo. In molti casi si è optato per il trasferimento all’Aquila ma anche nel capoluogo ci sono serie difficoltà: 23 pazienti Covid si trovano ricoverati in Malattie infettive, 30 in Pneumologia Covid, 16 in Medicina covid e 6 in Terapia intensiva. Non si accettano trasferimenti a Pescara.
SI CERCANO SPAZI. Alla luce dell’impennata di contagi che sta interessando la Marsica (ieri sono stati 75 i nuovi casi) e l’intera provincia (ieri sono stati 190), i vertici dell’Asl Avezzano Sulmona L’Aquila stanno lavorando per riconvertire altri reparti al fine di reperire nuovi posti letto e altro personale. Si sta pensando a riqualificare alcune aree all’ospedale Umberto I di Tagliacozzo e al piano terra dell’ospedale di Avezzano, trasferendo dove possibile gli uffici amministrativi.
TENSOSTRUTTURE. Non ci sono spazi neanche per le zone grigie, dove i pazienti attendono il secondo tampone. Ora sono costretti a stare nel piazzale dell’ospedale, spesso in macchina. Il sindaco di Gianni Di Pangrazio, insieme a Maria Teresa Colizza, assessore comunale alle Politiche sanitarie e all’emergenza Covid, ieri mattina sono andati in ospedale e hanno incontrato i vertici della struttura. Il primo cittadino ha chiesto «rapide soluzioni alla carenza di posti alla Asl e alla Regione». Altra problematica affrontata riguarda la necessità di «spazi da adibire a zona grigia nella quale far sostare i pazienti Covid positivi in attesa di conferma del secondo tampone, attualmente costretti spesso a un’attesa estenuante al di fuori del presidio». In via provvisoria verranno installate da oggi, nel piazzale, quattro strutture modulari riscaldate, presto sostituite da una tensostruttura più adeguata.
«ABBANDONATI». «Mio fratello è stato lasciato tre giorni all’Osservazione breve, con la febbre a 39.5°, senza mangiare e senza medicinali». È la denuncia di N.F., di Avezzano, sorella di un 52enne portato all’ospedale dopo diversi giorni di febbre e con difficoltà a respirare. «È arrivato alle 14 di sabato con l’ambulanza ed è rimasto all’interno del mezzo fino alle 22, con la febbre alta e nonostante il freddo», racconta la donna, «è entrato ed è stato portato all’Obi dove è rimasto per 3 giorni senza mangiare. Spero che potrà fare la profilassi a casa. Presenteremo la denuncia alla Procura e ai carabinieri».
STOP ALLE FILE. Un’altra protesta, che però ha avuto un esito positivo, è quella di Giammarco De Vincentis. che ha chiesto corsie preferenziali per i pazienti fragili. «Ho stabilito che i pazienti fragili, come quelli oncologici, non deambulanti, e le donne in gravidanza», assicura il direttore sanitario dell’ospedale Lora Cipollone, «non dovranno fare alcuna fila per l’accesso alla struttura ospedaliera mostrando direttamente al vigilantes il piano terapeutico o altra documentazione sanitaria. Il vigilantes provvederà ad anticipare il controllo previsto al check-point mediante misurazione della temperatura ed igienizzazione delle mani».
INDAGINE INTERNA. La Asl, intanto, ha aperto un’indagine interna per il caso dell’anziana morta di Covid, dopo ore di attesa su un’ambulanza, fuori dall’ospedale.
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