Finto alibi, cinque persone sotto inchiesta

4 Marzo 2016

Avrebbero coperto un malvivente accusato di rapina e ora sono indagati per favoreggiamento

TAGLIACOZZO. Sono accusati del reato di favoreggiamento nei confronti di un uomo che era stato arrestato dai carabinieri per delle rapine. E sono stati raggiunti da un avviso di conclusione di indagini preliminari. Risultano indagati Daniela Violeta Ifrim, Hisen Tershalla, Pranvera Meta, Zeqir Meta e Domenico Probbo. L’inchiesta è stata aperta dal pm della Procura di Avezzano, Guido Cocco. L’accusa è quella di aver rilasciato ai militari del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Tagliacozzo, delle dichiarazioni inconguenti, per fornire un alibi a Ylli Meta, albanese 23enne. I fatti risalgono all’inizio del 2013. I militari dell’Arma, dopo un’attività d’indagine, riconobbero Meta come il responsabile di due rapine. Una, messa a segno il 13 gennaio ai danni di Alberto Girolami di Tagliacozzo e l’altra ai danni dell’architetto Carlo Scoccia, nella sua villa a Massa d’Albe. In questa seconda vicenda, in particolare, Meta fu ritenuto responsabile della rapina, insieme a due connazionali che fuggirono a bordo dell’auto rubata all’architetto Scoccia. Nella fuga si schiantarono poi con l’auto di una studentessa, nel Comune di Spoleto. Nel gravissimo incidente morì sia la giovane alla guida della sua auto, sia uno dei rapinatori. L’altro fu trasferito in ospedale con gravi ferite. I carabinieri arrivarono a identificare la banda anche grazie ai tabulati telefonici, in quanto i telefoni, durante le rapine, venivano localizzati proprio nei punti in cui avvenivano le rapine. Quelli che oggi risultano indagati furono all’epoca indicati da Meta (difeso dall’avvocato Antonio Pascale), che oggi è in stato di libertà, come suoi testimoni. Nelle loro testimonianze, però, i 5 hanno dichiarato cose che poi, secondo la ricostruzione del luogotenente Marco Romano, a capo del nucleo operativo, sono risultate contraddittorie.

Per la notte tra il 12 e il 13 gennaio, ad esempio, dichiarano che erano andati in discoteca, nel reatino, con un’auto che non era per tutti la stessa. Anche nella descrizione dei partecipanti alla serata di ballo (i 5 raccontavano di essere stati tutti insieme a una cena e poi in discoteca), non tutti sono riusciti a descrivere i “propri amici” come erano.

E quindi, raccontando dell’altro, uno diceva che aveva i capelli di un colore, uno di un altro e che erano di altezze che mai combaciavano.

Per questo sono stati denunciati per favoreggiamento. I 5 sono difesi dall’avvocato Andrea Cascianelli. (m.t.)

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