Fisici e filosofi a confronto a 10 anni dal sisma

16 Gennaio 2019

Ateneo e Gssi insieme per un convegno internazionale sul concetto di tempo tra memoria e futuro

L’AQUILA. «Il tempo è per sua natura elusivo e fondamentale: sappiamo implicitamente a cosa ci riferiamo quando lo menzioniamo ma i fisici, per definirlo, usano la sincronizzazione degli orologi. Tuttavia, il concetto di tempo è necessario per concetti come memoria, passato o futuro, tutti inestricabilmente legati alla vita e ai suoi vissuti». Così Simone Gozzano, direttore del Dipartimento di Scienze Umane, presenta i lavori (al via oggi) propedeutici al convegno “What is Time? Einstein-Bergson 100 Years Later”, che si terrà in città dal 4 al 6 aprile e che vedrà la partecipazione di 25 tra fisici e filosofi provenienti da tutto il mondo. «Fisici e filosofi assieme», continua Gozzano, «affronteranno i molti volti di questo concetto, in un momento di confronto che sarà al contempo simbolico e scientifico, con uno sguardo alla memoria e uno al futuro». Memoria e futuro, poiché il convegno, coi seminari che lo precedono tra gennaio e marzo, vuol essere l’occasione per riflettere sul tempo implicato dal sisma e dal suo “dopo”.
«Come intellettuali, studiosi e rappresentanti delle istituzioni universitarie», dice Alessandra Campo, assegnista di ricerca e organizzatrice, con Paola Inverardi, Eugenio Coccia, Rocco Ronchi e Simone Gozzano, «ci siamo chiesti come potevamo commemorare il decennale del sisma. In soccorso, ci è venuta una fortunata coincidenza di date, perché il 6 aprile 1922 alla Sociéte française de Philosophie di Parigi, Einstein incontra per la prima volta Bergson per discutere sulla natura del tempo alla luce della teoria della relatività. Quel giorno l’unità del pensiero umano risultò però definitivamente compromessa a causa della frattura, che venne a costituirsi, tra il tempo fisico dell’universo e il tempo filosofico della coscienza. Convinti che i tempi siano maturi per tentare di ricomporla abbiamo deciso di precorrere di 3 anni il centenario dell’incontro parigino facendolo coincidere col decennale del sisma: anche il tempo che ha seguito il tragico evento si è “spezzato” in tempo vissuto del trauma e tempo quantificato, ma estraneo, della ricostruzione. E anche nel caso dell’Aquila la loro commensurabilità è risultata, per certi versi, impossibile». Il 6 aprile data simbolo di due ricostruzioni perché L’Aquila, con le sue eccellenze, Gssi e Università, è la città ideale per ospitare un colloquio in cui il tempo della natura e dell’uomo possano trovare riconciliazione.