«Fiuggino, acqua non utilizzabile»
Canistro, il Comune boccia la richiesta di Colella: no all’imbottigliamento
CANISTRO. L’acqua che sgorga dalla sorgente del Fiuggino non sarebbe utilizzabile ai fini industriali. Dopo il riconoscimento del ministero della Salute, che con un decreto ha evidenziato la natura oligominerale della Santa Croce Fiuggino, sono scattati i controlli.
Nei giorni scorsi, infatti, i responsabili della Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila e i tecnici della Regione hanno effettuato un sopralluogo per capire la situazione della sorgente dalla quale l’imprenditore Camillo Colella voleva iniziare a captare acqua, come da richiesta del novembre scorso.
Durante le verifiche ci sono stati dei prelievi da parte della Asl che dovrà effettuare delle analisi sull’acqua e poi ci sono stati dei controlli tecnici da parte della Regione dai quali è emerso che c’è una portata di cinque secondi al litro.
Dal momento che, per imbottigliare l’acqua, la proporzione dovrebbe essere di un litro di acqua al secondo da questa prima verifica sembrerebbe che l’acqua della sorgente Fiuggino non avrebbe le caratteristiche tecniche per arrivare sulle tavole degli italiani. La Regione ha precisato che ci sono molti fattori che determinano i parametri e per questo ci saranno altri sopralluoghi.
«A differenza di altri incontri», ha commentato il consigliere comunale Cristiano Iodice, «questo è stato un sopralluogo pacato anche alla luce dell’atteggiamento non oppositivo dei rappresentanti della società Santa Croce spa. Durante le verifiche effettuate nella zona dove sono ubicate le vasche della fonte Fiuggino si è potuto constatare che la portata massima è di 1litro ogni 5 secondi, parametri che rendono l’acqua non utilizzabile ai fini industriali».
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