Fiumi di droga agli studenti, dure condanne

Inflitti dal gup sei anni di carcere a due tra i principali spacciatori e 32 mesi a un complice
L’AQUILA. Dura condanne inflitte dal giudice per le udienze preliminari del tribunale Guendalina Buccella, nell’ambito di una vecchia indagine sullo spaccio di droga. Il giudice, andando incontro alle richieste della pubblica accusa, ha inflitto sei anni di carcere a un 23enne ucraino, Stefan Karp, e la stessa pena è stata inflitta al 24enne albanese Redon Bega. Due anni e otto mesi è stata la condanna per Davide Celletti, un colombiano residente all’Aquila. Nella stessa udienza era imputato anche il romano Vincenzo Paolo Bevilacqua, per il quale il giudice ha spedito gli atti per competenza territoriale alla procura della Repubblica della capitale.
Nel corso del giudizio gli imputati sono stati assistiti dagli avvocati Giulio Lazzaro e Valentina Picchione, oltre che da alcuni legali del Foro di Roma.
Queste condanne sono la conseguenza di un’operazione di polizia che permise di tracciare una mappatura del traffico di droga in città e nel centro Italia. La polizia, così, riuscì nell’intento di scoprire i canali più importanti di approvvigionamento, oltre a quali fossero le droghe maggiormente consumate e spacciate su piazza. Canali magari noti, ma che trovarono una loro conferma: si tratta di Napoli, direttamente dal quartiere Scampia, Roma, Perugia, tramite gli albanesi. Ma il fatto che sconvolse l’Abruzzo fu che proprio da Perugia non si era mai verificato un traffico così copioso di droga.
L’Aquila era stata così divisa in zone, dove la droga, acquistata dai principali fornitori, veniva presa e smerciata. Da Perugia, spacciatori e “ganci” aspettavano ogni settimana 2 chili e mezzo di sostanza, in particolare cocaina, marijuana e hascisc. La cocaina arrivava a costare fino a 100 euro al grammo, la marijuana 6 o 8 euro, l’hascisc 8, amnesia 20. L’operazione, condotta dalla squadra Mobile, ha consentito di accertare che la droga, cocaina, marijuana, hascisc e metanfetamina, veniva reperita a Roma, Napoli e Perugia, e immessa nel mercato aquilano.
Le indagini hanno accertato che tra gli acquirenti vi erano anche studenti e minorenni. La droga, infatti, era smerciata anche nelle scuole.
In tutto gli arresti furono una ventina.
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