Flash mob dei baristi al suono dei campanelli

L’assessore Di Stefano: «Faremo ulteriori riduzioni sulle imposte e porteremo la loro voce in Regione»
AVEZZANO. Hanno manifestato per chiedere più attenzione nei loro confronti in un momento difficile, suonando campanelli per dieci minuti. Con cartelli in mano – «La movida siete voi» «Ora basta» – i proprietari del bar King, Le Chevalier, bar Il Cupello, Dea Bar di San Benedetto, Soho Cafè, Gran Caffè, Emily, Caffè Lo Scoiattolo, Caffè Panoramico, Angolo bar, Cake Art, Bar Olimpia e Bar della Stazione sono scesi in piazza.
Rischiano di non riaprire più, di perdere tutto ciò per cui hanno lavorato con tanti sacrifici per anni. Sono loro, i proprietari di bar ristoranti e locali di Avezzano, che ieri mattina con una manifestazione pacifica hanno espresso il disappunto.
Con loro Emanuele Lorusso, referente avezzanese dell’Italian Hospitality Network. Protestano contro le misure restrittive adottate dal nuovo decreto del presidente del consiglio Giuseppe Conte e si sentono defraudati del loro lavoro e la loro attività. Si sono riuniti ieri mattina in piazza Risorgimento per un flash mob dai toni pacati, rispettando le regole del distanziamento e le misure anti contagio. Poi si sono spostati in Comune dove una delegazione è stata ricevuta dagli amministratori. Hanno chiesto al Comune di fare da tramite per far sentire la loro voce alla Regione e al Governo. L'assessore al Commercio, Pierluigi Di Stefano, collegato via Skype, ha dato disponibilità a nome dell’amministrazione «ad andare incontro alle esigenze dell’intera categoria». Sarà adottata la sospensione della Tosap, dehors fino al 31 dicembre senza pagamento dei canoni e si sta valutando l'ulteriore riduzione della Tari fino al massimo delle possibilità date dalla norma nazionale. «Ho chiesto che una rappresentanza venga in consiglio», riferisce Di Stefano, «loro sanno che il comune può fare poco oltre a ciò che già è stato messo in campo, come la riduzione o l’abolizione delle imposte. Loro ci chiedono quindi principalmente rappresentanza e noi ci faremo portavoce delle loro istanze nelle sedi istituzionali superiori, in Regione e in Parlamento. Chiedendo alla Regione di predisporre misure di sostegno aggiuntive rispetto a quelle del Governo». Gli esercenti predisporranno un documento di impegno di indirizzo che sottoporranno all’amministrazione. «Non sono soli», ha concluso Di Stefano, «il Comune c'è, e faremo tutto quello che è in nostro potere per sostenerli». (p.g.)

