Flash mob in piazza contro il razzismo

In tanti alla manifestazione di protesta per chiedere verità e giustizia sull’uccisione di George Floyd
L’AQUILA. Prima il ginocchio destro a terra, poi il pugno in cielo ad evocare il clamoroso gesto dei velocisti Tommie Smith e John Carlos sul podio dei 200 piani delle Olimpiadi di Città del Messico, 52 anni fa. Alcune centinaia di persone si sono trovate ieri pomeriggio a piazza Duomo per un “flash mob” in segno di protesta per la morte di George Floyd, l’afroamericano ucciso il 25 maggio scorso a Minneapolis durante un fermo di polizia.
Una protesta pacifica a cui hanno partecipato numerose organizzazione, contro ogni tipo di razzismo e di violenza nei confronti delle minoranze. Una protesta all’inizio silenziosa, con le persone, tutte munite di mascherine e rigorosamente distanziate l’una dall’altra, che si sono inginocchiate, come ha fatto il poliziotto americano durante il fermo di polizia che è costato la vita a Floyd, per otto minuti e quaranta secondi. Un tempo lunghissimo, lo stesso in cui il poliziotto ha tenuto premuto il proprio ginocchio sul collo dell’uomo che inutilmente cercava di dire “I can't breathe” (non riesco a respirare). Passati gli otto minuti e 40 secondi, la manifestazione è continuata con gli interventi di alcuni dei partecipanti. La morte di Floyd ha scatenato negli Stati Uniti e in tutto il mondo un’ondata di indignazione e di proteste, che in alcuni casi si sono trasformate in saccheggi. Da qui l’intervento dei familiari della vittima che hanno chiesto di non cedere alla violenza. (r.p.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA .

