Folla per l’addio al prof Spacca

16 Maggio 2019

Il parroco nell’omelia: «Se siete così tanti è perché conoscevate le sue straordinarie qualità»

L’AQUILA. Un lungo applauso ha salutato ieri pomeriggio, nella chiesa di san Francesco a Pettino, l'arrivo del feretro di Alvaro Spacca, stimato professore trovato morto tre giorni fa nella sua abitazione nel quartiere Solaria. I familiari, il fratello Giorgio, ex consigliere comunale, il cugino Dino, centinaia di colleghi, amici e tantissimi studenti, hanno affollato la chiesa oppure sono rimasti fuori in attesa, a sfidare la pioggia, per l'ultimo saluto a uno dei personaggi più apprezzati dell'Aquila. Spacca, 69 anni, nella sua lunga carriere di professore di Italiano, ha infatti forgiato centinaia di studenti. E anche dopo il sisma, anche quando era andato in pensione, era una presenza assidua in centro storico, sempre circondato da studenti e accompagnato dai suoi inseparabili libri. «Se siete qui in così tanti», ha detto nella sua omelia il parroco don Dante Di Nardo, «è perché conoscevate Alvaro e le sue straordinarie qualità». Salutista convinto, andava sempre a piedi e nella sua dieta non sgarrava mai.
A tradirlo l'improvviso riaffacciarsi di una malattia che lo aveva colpito molti anni fa e riattivata, a quanto è stato appurato dall'autopsia, da una piccola infezione virale che lo aveva colpito la settimana scorsa.
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