Follia in montagna: sfiorata altra tragedia

Magliano. In due precipitano per 70 metri, recuperati dal Soccorso alpino: sotto choc ma illesi
MAGLIANO DE’ MARSI. Tragedia sfiorata ieri sul Velino. Due giovani alpinisti precipitano per 70 metri e riescono a chiamare i soccorsi. Non c’è tregua per la sezione del soccorso alpino di Avezzano costretta a entrare in azione anche ieri, nel giorno dell’addio ai quattro escursionisti travolti dalla valanga a Valle Majelama. Erano dentro la cattedrale di Avezzano per prendere parte ai funerali di Tonino Durante, Gian Mauro Frabotta, Gianmarco Degni e Valeria Mella, quando i soccorritori sono stati chiamati a intervenire nuovamente sul Monte Velino per recuperare due marsicani in difficoltà. Si tratta di F.I. e B.M., entrambi 22enni di Magliano de’ Marsi. L’allarme è scattato verso mezzogiorno. Nonostante il lutto cittadino proclamato anche dal sindaco di Magliano, i 22enni hanno deciso di avventurarsi ugualmente sul massiccio del Velino. Non è trascorso neanche un mese da quel 24 gennaio, giorno in cui i quattro escursionisti di Avezzano hanno fatto perdere le loro tracce a Valle Majelama facendo scattare una lunga e difficile ricerca durata ben 27 giorni. Insomma neanche il tempo di recuperare le forze e portare il loro ultimo saluto alle quattro vittime della valanga, che la squadra del soccorso alpino e speleologico di Avezzano, coordinata da Fabio Manzocchi, è dovuta intervenire per una nuova emergenza sul Velino, questa volta a lieto fine.
F.I. e B.M. erano partiti dalla frazione di Rosciolo imboccando il sentiero 3, direzione Monte Sevice. È lungo la parete del Monte Rozza, a quota 2mila metri, che i maglianesi sono precipitati giù lungo la scarpata compiendo un volo di 70 metri. Erano sprovvisti di ramponi e hanno fatto fatica ad affrontare il manto nevoso nella fase di discesa. Sotto choc e in evidente difficoltà hanno allertato il 118. Tra i soccorritori anche Enzo Ventimiglia, loro compaesano. Giunti in quota con l’elicottero i tecnici del Cnsas e il medico del 118 hanno soccorso i giovani, rimasti illesi. «Fortunatamente l’intervento tra Monte Rozza e Monte Sevice ha avuto un epilogo positivo», commenta il presidente del Cnsas Abruzzo, Daniele Perilli, «ma è bene ricordare che la montagna può nascondere tante insidie che non vanno mai sottovalutate». L’ordinanza che vieta l’accesso al versante maglianese del Velino è scaduta solo 5 giorni fa. La vicenda ha suscitato indignazione in tutta la Marsica. (f.d.m.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

