Fondazione Irti, corsi ai detenuti

14 Gennaio 2018

Accordo con ministero e Csm, giovedì la presentazione a Roma

AVEZZANO. C’è tanto Abruzzo nell’accordo che prevede la promozione di corsi di cultura generale nei penitenziari italiani. Accordo concluso dalla “Fondazione Nicola Irti per le opere di carità e di cultura”, presieduta dal professor Natalino Irti, con il ministero della Giustizia, l’Amministrazione penitenziaria e il Consiglio superiore della magistratura.
L’intesa costituisce una vera e propria novità e si inquadra nel più vasto movimento di idee e di iniziative in favore dei detenuti, ricordando che «per l’articolo 27 della Costituzione, le pene devono tendere alla rieducazione del condannato».
E la rieducazione, secondo i promotori della “Fondazione Nicola Irti”, non consiste soltanto in un apprendimento tecnico, da utilizzare nel mondo del lavoro, ma anche nel ridestare la coscienza civile e culturale del condannato.
Il protocollo d’intesa sarà presentato giovedì 18 gennaio alle 17, nella prestigiosa sede dell’Accademia dei Lincei a Roma, con la partecipazione di Paolo Grossi, presidente della Corte costituzionale, dell’onorevole Giovanni Legnini, vice presidente del Consiglio superiore della magistratura, di Santi Consolo capo del Dipartimento ministeriale, dei professori Massimo Cacciari e Tullio Gregory, e di monsignor Bruno Forte, arcivescovo metropolita di Chieti-Vasto.
La “Fondazione Irti” promuove opere di carità e cultura. Non ha finalità di lucro nè distribuisce dividendi. Il consiglio di amministrazione della “Fondazione” è composto da membri della famiglia Irti e di membri designati dall’Accademia nazionale dei Lincei, dalla Pontificia università Gregoriana e dal vescovo dei Marsi, monsignor Pietro Santoro.
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