Fondi aree interne, appello da Tornimparte

3 Ottobre 2020

Il sindaco Carnicelli (Ali Abruzzo): «Serve un nuovo modello di strategia per rilanciare lo sviluppo»

TORNIMPARTE. Da Ali Abruzzo (Autonomie locali italiane), presieduta dal sindaco di Tornimparte Giacomo Carnicelli, arriva la richiesta di «un nuovo modello di strategia per lo sviluppo delle aree interne».
«Il recente provvedimento del governo, che stanzia importanti risorse per i piccoli Comuni», afferma Carnicelli, «è un forte segnale di attenzione agli enti locali inclusi nella strategia per lo sviluppo delle aree interne, quelli più marginali e meno popolosi. Fondi che potranno essere utilizzati a sostegno delle piccole e medie imprese, riconoscendone, implicitamente, quel valore di presidio territoriale che rappresenta una ricchezza sociale prima che economica. Un provvedimento che va, insomma, nella direzione auspicata, da sempre, dalla Lega delle autonomie locali. Eppure le modalità di ripartizione impongono una profonda riflessione. In primo luogo, appare singolare che tra i criteri di ripartizione di fondi a sostegno di piccole e medie imprese non sia presente alcun parametro economico. La componente demografica, da sola, è poco rappresentativa del tessuto socioeconomico di un territorio. Queste risorse sono fondamentali per la tenuta del sistema socioeconomico delle aree più fragili del Paese. In secondo luogo, la classificazione dei Comuni contenuta nell'accordo di partenariato 2014-2020 (quello utilizzato per la ripartizione) mostra evidenti segni di squilibrio. Il criterio per cui si considera la marginalità rispetto a un cosiddetto Polo è limitata dal fatto che è la definizione stessa di Polo a essere poco aderente alla realtà. Stando al citato accordo, infatti, nel nostro Paese ci sono 219 Comuni considerati Polo e 104 Poli intercomunali: 323 punti di accumulazione posti tutti sullo stesso piano. Di fatto si pone allo stesso livello Roma e Sulmona determinando la stessa classificazione di Area interna intermedia per Pacentro e Fiumicino. È opportuno procedere alla riclassificazione dei Poli inserendo parametri che meglio rappresentino la capacità o meno di rispondere ai bisogni dei cittadini. Per le attuali classificazioni, infatti, un Polo è un territorio in cui è presente una stazione di tipo silver (una stazione di terzo livello su una scala di quattro), un ospedale di primo livello e un’offerta scolastica secondaria superiore completa, cioè almeno un liceo, un istituto tecnico e un istituto professionale. Non entrano minimamente in gioco parametri economici (quali, ad esempio, il tasso di disoccupazione, il reddito medio pro capite, la quantità e qualità degli insediamenti produttivi) oltre a ulteriori parametri di servizi (accesso ad un porto, a un aeroporto, accesso a linee ferroviarie ad alta velocità, disponibilità della banda larga). Tanto lavoro da fare, insomma, anche in vista delle azioni che scaturiranno dalla declinazione locale del Recovery Fund. Azioni che possono rappresentare, per le aree interne, una straordinaria occasione per colmare atavici ritardi, a patto di identificare correttamente le vere fragilità del nostro Paese», conclude il sindaco di Tornimparte. (g.p.)