Fondi cultura, il M5S all’attacco del Comune

28 Maggio 2017

La senatrice Blundo e Corti: i criteri di assegnazione dei soldi del Ministero sono stati stabiliti dalla stessa persona che ha presentato i progetti “premiati”

L’AQUILA. «È una cosa grottesca. Il Comune nomina una persona per stabilire i criteri, una commissione valuta i progetti in base a questi stessi criteri, e a prendere i soldi sono progetti del Comune gestiti dalla stessa persona che ha elaborato i criteri».
L’avvocato Fausto Corti e la senatrice Enza Blundo, del Movimento 5 Stelle, lanciano bordate nei confronti del Comune per la gestione di 1 milione di euro di fondi per la cultura 2017, primo assaggio di una tranche di 3 milioni che fanno parte di un finanziamento ancora più corposo: 12 milioni di euro. «Pochi giorni fa avevamo lanciato un allarme», ha esordito la senatrice Blundo, «per cose che avrebbero anche potuto non verificarsi. E invece tutto è andato esattamente come si supponeva, nel modo contrario a quello che dovrebbe essere una buona gestione dei soldi pubblici per risollevare dal punto di vista culturale, sociale e artistico la nostra città».
«Il Comune dell’Aquila», ha spiegato Corti, «di sua iniziativa ha stabilito i criteri di cui poi lui stesso ha beneficiato. I fondi di cui stiamo parlando dovevano essere per attività elaborate nel 2016 e poi portate a compimento nel 2017, nella delibera ministeriale c’è addirittura il cronoprogramma. E invece parte dei finanziamenti a fondo perduto e in maniera retroattiva, sono finiti a due progetti di cui il Comune stesso è organizzatore».
«Il Comune non si è limitato a essere soggetto attuatore», incalza Corti, «non soltanto questi due progetti da soli assorbono la metà dei fondi di questa prima tranche, anche se questa non è neanche la cosa più grave. Colui che ha stabilito i criteri, ovvero Antonio Massena, è anche la persona che ha la direzione dei due progetti “premiati”. Un conflitto di interessi colossale. Noi ci mettiamo dalla parte degli altri: come possono sperare di ottenere finanziamenti pubblici, se il metodo è questo? C’è un problema generale di trasparenza, imparzialità e correttezza».
«In questa maniera con i fondi erogati alla collettività non torna nulla», ha concluso la senatrice Blundo, «la gestione opaca di questi, come di altri fondi, rende ancora più necessaria una Commissione parlamentare d’inchiesta, che giorni fa sono tornata a chiedere con forza al presidente del Senato, Pietro Grasso». (r.p.)
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