Fondi europei dirottati sul depuratore di strada 2
AVEZZANO. Fondi europei verso il depuratore di strada 2, dove si profila uno sdoppiamento delle competenze tra l’Arap e il Cam: l’azienda regionale delle attività produttive manterrà la gestione sui...
AVEZZANO. Fondi europei verso il depuratore di strada 2, dove si profila uno sdoppiamento delle competenze tra l’Arap e il Cam: l’azienda regionale delle attività produttive manterrà la gestione sui reflui del nucleo industriale e la proprietà dell’impianto, mentre la depurazione delle acque di scarico civili sarà affidata al Consorzio acquedottistico marsicano. La rotta è stata tracciata nel vertice alla Regione a Pescara convocato d’urgenza dal direttore regionale del servizio di gestione e qualità delle acque Pierpaolo Pescara, col Comune di Avezzano, l’Arap, il Cam, l’Ersi e l’ex Ato. «L’accordo», afferma il commissario prefettizio, Mauro Passerotti, «permetterà di rimodulare i finanziamenti europei alle necessità di depurazione delle acque della città di Avezzano tramite il depuratore di strada 2. Il Comune sarà parte dell’intesa per il trasferimento della gestione al Cam. Entro la settimana di comune accordo con tutti, tramite la Regione, si definirà la bozza definitiva dell’intesa e, subito dopo la stipula dell’atto. È uno sblocco importante di una situazione che si protrae da tempo. Il Comune vigilerà sull’applicazione in tempi rapidi come stabilito». Si sceglie la via di mezzo, quindi, per non veder sfumare il finanziamento europeo di un milione e mezzo di euro “spingendo” l’intervento al vecchio depuratore di Pozzillo, appaltato da tempo, verso quello nuovo di strada 2 di proprietà dell’Arap attraverso l’escamotage della gestione dei reflui civili al Consorzio acquedottistico marsicano. L’operazione, però, dovrà fare i conti con l’impresa vincitrice della gara d’appalto che, quasi sicuramente, busserà a quattrini al Consorzio, se quell’intervento in programma al vecchio depuratore di Pozzillo sarà annullato. Per il Cam, già sull’orlo del fallimento per il maxi-debito attorno ai 120 milioni di euro, sarebbe una nuova, insopportabile, mazzata. (m.s.)
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