Fondi per la cultura «Quel regolamento è una ghigliottina»

9 Gennaio 2016

Due operatori criticano l’amministrazione comunale «Molte associazioni cittadine saranno penalizzate»

L’AQUILA. Due operatori culturali della città, Antonio Lattanzi e Maurizio Fischione attaccano l’amministrazione comunale sulla gestione dei fondi per la cultura: «L'arrivo del nuovo anno non sta portando bene alla nostra città», scrivono i due, «infatti sta morendo un importante pezzo di cultura e di questa ingiustizia non sono ignoti i mandanti. Con l'approvazione del nuovo Regolamento comunale per l'attribuzione di provvidenze economiche e del patrocinio del Comune alle attività culturali, l'amministrazione comunale dell’Aquila intendeva razionalizzare e rendere più efficace l'intervento pubblico in favore di enti ed associazioni operanti nel settore cultura. Ma di buone intenzioni sono lastricate le vie dell'inferno e il regolamento approvato si è rivelato una feroce ghigliottina per alcune associazioni che beneficiavano da anni, spesso come unica fonte di finanziamento pubblica, del contributo ordinario del Comune. Il vincolo posto dal Comune per ottenere il contributo ordinario pluriennale, ovvero l'accesso a finanziamenti “a carattere Ministeriale”, giustificato dalla fantasiosa teoria che per avere il finanziamento ministeriale occorre avere il contributo del Comune, appare iniquo nella forma e pericoloso nella sostanza. In pratica chi ha già finanziamenti cospicui dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, il cosiddetto Fus (Fondo Unico per lo Spettacolo), ottiene anche la fetta più importante del contributo comunale, mantenendolo per un triennio e rinnovabile “ad libitum”. Gli stessi Enti Culturali che beneficiano del Fus, beninteso meritatamente, hanno ottenuto negli ultimi anni anche il finanziamento per le diverse edizioni dei “Cantieri dell'Immaginario”. Diverse di loro, invece, pur avendo curriculum di tutto rispetto, ovvero Associazioni che hanno portato in giro per il mondo il nome dell'Italia, dell'Abruzzo e della città che una volta si fregiava dell' appellativo di “piccola Salisburgo”, sono relegate in un calderone insieme ad Associazioni dilettantistiche, visto che l'unico requisito richiesto dal “nuovo” regolamento comunale è di svolgere “con regolarità un'attività annuale culturalmente rilevante da almeno cinque anni consecutivi”. Ecco, cosa si intende per culturalmente rilevante? Chi decide cosa è rilevante e cosa non lo è? Per aggiungere al danno anche la beffa questo nuovo regolamento, redatto da chi evidentemente non ha idea di cosa significhi fare cultura, prevede che il contributo ordinario annuale non sarà concesso “per due anni consecutivi al medesimo soggetto”. È un po' come se ad un bravo lavoratore l'azienda dicesse che può pagarlo per un solo anno, il successivo deve arrangiarsi e per quello dopo si vedrà».

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