Fondi, premialità per i Comuni virtuosi

16 Gennaio 2015

Le risorse per la ricostruzione gestite dall’Ufficio speciale che le assegnerà in base alle istruttorie chiuse positivamente

L’AQUILA. Una ricostruzione che procede a piccoli passi, quella dei 56 comuni del cratere. Una ventina non ancora dotati di un piano di ricostruzione, gli altri alle prese con trafile burocratiche che rischiano di rallentare ulteriormente il processo di rinascita del post-terremoto. La chiave di volta è nella delibera dello scorso 22 dicembre, che sblocca 168 milioni di euro: fondi affidati, per la prima volta, direttamente all’Ufficio speciale per la ricostruzione del cratere (Usrc), che li assegnerà ai Comuni «a fronte delle istruttorie concluse positivamente una volta che, sulla base dei dati di monitoraggio, risultino integralmente impegnate le risorse attribuite precedentemente».

Ed è proprio qui l’inghippo. Le amministrazioni che hanno accelerato il processo di ricostruzione potrebbero incassare buona parte dei fondi, mentre i Comuni che sono un passo indietro resterebbero a secco. Il coordinamento dei sindaci del cratere, presieduto da Emilio Nusca, tornerà a riunirsi a giorni per definire la proposta da inoltrare al governo: «Stiamo lavorando a un’ipotesi di accordo», annuncia Nusca, «secondo la quale i fondi assegnati dalla delibera Cipe, seppure gestiti dall’Usrc di Fossa, debbano essere ripartiti sulla base delle indicazioni fornite dal tavolo di coordinamento dei sindaci del cratere. Vogliamo evitare che alcuni Comuni ottengano cospicue risorse, mentre chi è un passo indietro, non sempre per elementi imputabili all’amministrazione ma per fattori tecnici contingenti, restino al palo. Il principio che deve passare è una distribuzione organica delle risorse, che non lasci nessuno escluso, seppure con una premialità per i Comuni che sono avanti nella ricostruzione».

Nusca ha preso contatti con il nuovo capo della Struttura di missione Giampiero Marchesi, che ha sostituito Aldo Mancurti. «A giorni avremo un incontro», conferma il coordinatore dei sindaci, «l’occasione per illustrare lo stato dell’arte della ricostruzione nei centri minori e la proposta da presentare alla Ragioneria dello Stato, sempre restando dentro gli steccati della normativa vigente». Non è stato ancora sciolto il nodo sul passaggio cruciale della delibera Cipe: tiraggio dei finanziamenti, ovvero la capacità delle amministrazioni di spendere i soldi assegnati per i progetti di ricostruzione già approvati. Secondo il governo si dovrebbe passare dal finanziamento omogeneo a quello differenziato, che assegna più risorse ai comuni virtuosi. Sulla base dell’interpretazione della nuova norma si giocherà la partita della ricostruzione del cratere.

Monica Pelliccione

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