Fontana senz’acqua, l’appello degli alpini

28 Aprile 2024

Arischia. Il Gruppo delle penne nere ha curato più volte la ripulitura del luogo-simbolo della frazione

L’AQUILA. La fontana di Arischia da mesi è senz’acqua. La segnalazione arriva dagli alpini di Arischia. «Il suono dell’acqua accompagnava le persone che si avvicinavano alla piazza di Arischia», scrivono dal Gruppo alpini di Arischia, «ed era un richiamo alla vita, agli anni della fanciullezza e dei giochi, alle generazioni che si sono succedute intorno a essa. Da alcuni mesi quel suono non c’è più, l’acqua non esce dalle sue cannelle, come se la vita che vi scorreva si fosse fermata. Tempo fa, tre tentativi d’urgenza del nostro Gruppo alpini avevano restituito decoro alla fontana ripulendola e riconsegnandola alla comunità. Ma la fontana da mesi è tornata di nuovo silenziosa. Perché torni a vivere facciamo appello ai nostri rappresentanti politici al Comune dell’Aquila affinché, con spirito di servizio e di unità, aiutino Arischia a recuperare questo simbolo di vita e di speranza per un paese ancora lacerato dal terremoto”.
«TANTI PROBLEMI»
«Ma a partire dalla fontana», continuano gli alpini, «altre ferite impediscono al paese di rinascere intorno alle sue identità. Lo è ad esempio la ferita inferta dal terremoto all’Abbazia di San Benedetto, non ancora ristrutturata. Una volta risanata questa ferita, anche per la presenza di altri edifici nella piazza che potrebbero ospitare degli eventi, il centro del paese diventerebbe catalizzatore di molteplici attività culturali. La chiesa stessa potrebbe accogliere concerti di organo o di altra musica adeguata al luogo».
IL 2026
«Nel 2026 L’Aquila è stata designata capitale della cultura», sottolineano le penne nere arischiesi. «Alla sua fondazione contribuirono i paesi circostanti. Lanciamo anche in questo caso un appello di servizio e unità ai nostri rappresentanti politici nel Comune capoluogo. Sarebbe bello se nel 2026 anche le frazioni fossero presenti portando ciascuna il proprio particolare contributo e ospitando degli eventi. Sarebbe un momento importante per Arischia poter aprire i propri spazi al turismo. Pensiamo alla valle del Chiarino, un paradiso terrestre, un ambiente ricco di diversità naturali da far conoscere a tutti quelli che intendono usufruirne con consapevolezza (con guide, cartelli e brevi corsi di studio) nel rispetto del paesaggio. Pensiamo ai tanti luoghi, testimoni di un tempo passato, raggiungibili attraverso sentieri (accompagnati da guide e informazioni) che portano dalla medioevale Fonte degli Archi alla chiesa della Madonna di Capo La Piaia, o al bel monastero di San Nicola e alle rovine dell’antica città romana di Amiternum. Dal Vasto, luogo di pastori o eremiti come San Franco, alla valle dell’Inferno e alla chiesa di San Pietro della Jenca. Forse, in collaborazione con i proprietari, potrebbe essere aperto con visite guidate anche il palazzo baronale del paese. Ultimo, ma non per importanza, sarebbe di grande interesse e utilità realizzare un portale online con una sempre aggiornata e corretta informazione sulla vita della nostra comunità, un portale che metta al centro delle nostre attenzioni e del nostro cuore il nostro paese, Arischia». (g.p.)