Fontane ornamentali senz’acqua e ridotte a ricettacoli di rifiuti

23 Agosto 2019

Di Bastiano: urgente lo svuotamento e la pulizia delle vasche Il Centro giuridico chiede un cambio di rotta al commissario

AVEZZANO. Le fontane ornamentali ridotte ad acquitrini maleodoranti o a ricettacoli di rifiuti, con le aree verdi attorno che danno sul marrone, come quelle di piazza Matteotti, davanti alla stazione ferroviaria, punto di passaggio centrale per chi usa il treno o il bus. Non è un bel biglietto da visita per la città. Alla base delle infinite criticità, che vengono da lontano, la gestione casuale e le scarse risorse impegnate, mentre si va avanti con interventi tampone per evitare guai sul fronte sanitario. Salvaguardare la salute dei cittadini, infatti, è il presupposto alla base dell’intervento «urgente per lo svuotamento e pulizia delle vasche in quanto risultano sporche e maleodoranti» messo nero su bianco nella determina dirigenziale del dirigente del settore Lavori pubblici, Sergio Pepe, in ordine alla “bonifica” delle fontane di piazza Matteotti (due) San Pio X, via Aquila, via Marconi, largo Enea Merolli in via Pagani. Operazione che non porterà alla riaccensione delle pompe dell’acqua, poiché per il riavvio delle fontane occorre l’intervento di un’altra ditta per la revisione delle pompe. Insomma, si procede per step, al momento, come testimoniato da un altro intervento messo in cantiere dal settore verde pubblico per il ripristino degli impianti che alimentano le aree verdi appena date in gestione che non funzionano. E ogni volta si spendono piccole somme che, messe tutte insieme, potrebbero coprire le spese per affidare all’esterno la manutenzione delle 13 fontane pubbliche e degli impianti irrigui. Svolta sollecitata dal presidente del Centro giuridico. Augusto Di Bastiano ha chiesto al commissario prefettizio, Mauro Passerotti, un deciso cambio di rotta passando dalla gestione casuale e malfunzionante a «un affidamento esterno per un periodo di almeno 3 anni per la manutenzione delle tredici fontane ornamentali in città e nelle periferie che dia anche più respiro all’ufficio del Comune preposto al controllo del sistema: quel lasso di tempo minimo sarebbe utile alla ditta affidataria della manutenzione ordinaria per avere un quadro esaustivo sul da farsi e per evitare i ricorrenti problemi del modello attuale», sottolinea Di Bastiano, «mentre la città ne troverebbe giovamento anche in termini di immagine. La situazione odierna dà una visione di trascuratezza che la nostra città non merita. Con una gestione regolata dal Comune non in modo saltuario si riuscirebbe a voltare pagina».
©RIPRODUZIONE RISERVATA